Cappelletti.

Poi capita che la sera andiamo a San Sperate, dove c’è la rassegna Cuncambias e c’è pure la bella performance di Frisco Abate con le musiche di Matteo Sau e Filippo Mundula e la regia video di Enrico Spanu, e si trascorrono un paio d’ore in assoluto relax, si scambiano quattro chiacchiere, si incontrano vecchi amici, si bevono due o tre birre, e quando è ora di andare via scopriamo che qualcuno ci ha sgonfiato le ruote del pandino grigio parcheggiato insieme a tutte le altre auto, nemmeno a dire che desse fastidio o altro o intralciasse il traffico o il passaggio di altre auto. Pure i cappelletti delle valvole si sono sgobbati.
E insomma.
Inutile lamentarsi. È colpa nostra, ci direbbe Francesco, anche se non è proprio colpa nostra.
Ma va bene così, ché adesso abbiamo un’altra storia da raccontare ai nipoti, quando saremo un po’ più vecchi, e i nipoti ci chiederanno: dài, raccontateci ancora di quella volta che vi hanno lasciato con le gomme a terra a San Sperate.
Perciò ringraziamo i piciocus sparadesi che si sono divertiti con i nostri pneumatici (itta chind’acciappaus calincunu), il mitico Giovanni che all’una e trenta del mattino ha tirato fuori un provvidenziale compressore, il grande BepFois che ci ha scortato lungo la strada del ritorno, l’angelica Sabina che non ari fattu nudda, ma la ringraziamo lo stesso 🙂 e tutti gli amici di San Sperate che si sono prodigati per darci una mano d’aiuto.
Que Viva Cuncambias!

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2 Responses to Cappelletti

  1. Marcella ha detto:

    Gianni, se’ troppu togu! Per riuscire a ridere della sventura non hai avuto bisogno neppure del navigatore di Pino che, con inascoltabile pronuncia, annunciava l’avvicinarsi della località “Sa Carroccia”

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