Carteggi (1). 

Ciao, come stai? Volevo scriverti una lettera, e infatti, come vedi, la sto scrivendo. Volevo scriverti una lettera perché mi sembra che dovremmo parlare, io e te. Certo, al momento sono io che parlo con te. Anzi, sono io che ti scrivo, per la precisione. Però se anche tu volessi parlarmi, o scrivermi, vedi un po’ come ti viene meglio, io ne sarei felice. Forse. Non lo so. Perché, ripensandoci, un conto è se ci parliamo, un altro se ci scriviamo. Sono due cose differenti, scriversi e parlarsi. Anche se quando ti scrivo è un po’ come se ti parlassi. E il fatto che ti scriva presuppone che tu mi possa leggere. Altrimenti non avrebbe senso. Come vedi, serve un po’ di buona volontà. Secondo me dovremmo fare qualcosa insieme, io e te. Scriverci o parlarci, una delle due, non è importante quale. Ma dovremmo farlo, prima o poi. Forse. Non lo so. Però, ripensandoci, direi che è meglio se ci parliamo, io e te. Molto meglio. Ecco. Volevo scriverti una lettera, ma mi sa che non te la scrivo più. Ciao.
 

 

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