C’è un buco nel muro.

In quel tempo gli esseri umani erano molto ironici, e infatti i titoli degli articoli sui giornali pubblicati su internet spesso venivano accompagnati dalla frase “Sui social si scatena l’ironia”. Però bastava un niente, un cambio d’umore, una foto o una parola interpretata in un certo modo, e subito la frase veniva modificata in “Sui social si scatena la polemica”. Talvolta il web poteva perfino impazzare, e infatti i titoli degli articoli sui giornali pubblicati su internet venivano accompagnati dalla frase “Il web impazza”. Talaltra, invece, gli esseri umani si impietosivano e in quel determinato caso i titoli degli articoli venivano accompagnati dalla frase “Il web si commuove”. In altre circostanze ancora, quando gli esseri umani disapprovavano, il web si indignava, e così via. Il web era una rete di grandezza mondiale con la quale ci si poteva mettere in contatto gli uni con gli altri attraverso i computer e i telefoni portatili. In quel tempo era esplosa la rivoluzione digitale e gli esperti di tecnologia dicevano che molto presto l’intelligenza artificiale avrebbe dominato il mondo e sarebbero scomparsi molti mestieri. Dicevano anche che gli esseri umani si sarebbero dovuti trasformare in persone eclettiche con competenze trasversali, ingegneri che studiano filosofia, medici che studiano musica, biologi appassionati di letteratura, commercialisti che prendono lezioni di scultura, avvocati affascinati dalla pittura, e così via. I ciabattini, i materassai, i maniscalchi, i lustrascarpe e i falegnami anche loro non se la passavano tanto bene e avrebbero dovuto dedicare più tempo alle competenze trasversali. I giornalisti, invece, commentavano che i giornalisti erano già abbastanza eclettici e di competenze trasversali ne avevano fin troppe, però nessuno si indignava, si commuoveva o impazzava, il web non reagiva e gli esperti di tecnologia, che nel frattempo anche loro erano diventati molto eclettici e studiavano filosofia, musica, scultura, pittura e letteratura, non riuscivano a capacitarsene, e così via.






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