Cirri di malumori.

Mentre aspetto l’autobus e guardo le facce della gente e provo a immaginare ciò che passa per loro teste, mi sembra di scorgere tanti di quei malumori e di quei pensieri amari e infestanti che se qualcuno si prendesse la briga di raccoglierli e di tenerli insieme o di legarli con uno spago come si fa con i palloncini colorati, e poi a un certo punto decidesse di farli volare via, questi pensieri e questi malumori, di lasciarli andare gioiosamente liberi, proprio nella più completa libertà, secondo me l’azzurro del cielo pian piano si annerirebbe e il mondo si ritroverebbe avvolto da una sconfinata e mastodontica nuvola di sugunnemmammarua.

pesche

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