Come ho fatto?

Ieri pioveva. L’avevano detto, che sarebbe piovuto. Quando sono uscito di casa senza ombrello ho pensato: Ma no, vedrai che non piove. Invece, a un certo punto, ha iniziato a piovere. La pioggia mi bagnava il cappotto e gli occhiali. Siccome pioveva sempre più forte, mi sono riparato sotto un balcone e sono rimasto qualche minuto a guardare la pioggia che cadeva sul marciapiede. Mentre aspettavo che spiovesse, mi sono ricordato di quella volta che ho dimenticato l’ombrello a casa di un tizio, un coglione. Era nuovissimo, l’ombrello. L’avevo comprato in un negozio del centro, uno di quei negozi dove i commessi sono vestiti sempre in modo impeccabile, a volte anche troppo. Era un ombrello rosso. Che già mi sembrava un lusso, avere un bell’ombrello rosso, con l’impugnatura di pelle scura, le stecche d’acciaio e il puntale aguzzo e scintillante. Come ho fatto a dimenticarlo a casa di quel coglione, proprio non lo so. Ecco. Ieri, alla fine, più della pioggia, più della stizza per non aver dato retta a chi diceva che sarebbe piovuto, più del dispiacere per l’ombrello perduto, più di tutto, è stato il pensiero di quel coglione, a guastarmi l’umore. 
 

 

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