Da uno a dieci.

Tuuu.
Tuuu.
Tuuu.
Clic.

– Pronto?
– Sì, pronto.
– Bene.
– Bene cosa?
– Niente. Sto partendo.
– A fare?
– Come sarebbe a dire a fare? L’inviato.
– Ah. E quando?
– Quando cosa?
– Quando cazzo parti.
– Subito. Adesso. Sono già partito.
– Ah. Buon viaggio.
– Come sarebbe a dire buon viaggio?
– Oh. Mi hai appena detto che parti. Anzi, stai partendo. Sei già partito. Quindi buon viaggio.
– Spiritosa.
– E vabbé.
– Senti un po’. Ho buttato giù un paio di domande.
– Eh.
– Dico, secondo te possono andare?
– Manco mi hai detto le domande.
– Ah. Sì. Scusa. Vado? Sparo?
– Ho le orecchie di Giarda. Vai. Spara.
– Spiritosa.
– Eddài. Muoviti che non ho tempo da perdere.
– Che cosa provi in questo momento? Quali sono le tue sensazioni? Che cosa hai provato quando ti hanno sequestrata? Che cosa hai pensato, quando ti hanno detto che eri prigioniera dei terroristi? Hai provato paura? Da uno a dieci, quanto? E che cosa hai provato quando invece ti hanno detto che ti avrebbero liberata? Da uno a dieci: che cosa hai provato? C’è qualcuno che vorresti ringraziare? Chi? Da uno a dieci, quanto? E a noi? A noi non ci dici nemmeno grazie? E ai rapitori? Voglio dire, i rapitori ti hanno trattata bene? C’era freddo? C’era caldo? E la biancheria? È stato pagato un riscatto? E a quanto ammonta? Da uno a dieci, quanto? Che cosa ti davano da mangiare? Chi era il capo? Come si chiamava? Era simpatico? Da uno a dieci, quanto? Ma ti hanno tenuto incappucciata? E per quanto tempo? Ma ti hanno fatto assaggiare il cibo locale? E com’è il loro formaggio? Fa schifo? È meglio il nostro, vero? E il mirto? Ce l’hanno il mirto? Hai mai parlato con loro della tua terra, della Sardegna? E che cosa hai raccontato loro? Gliel’hai detto, ai tuoi rapitori, che di noi si dice che siamo un popolo di sequestratori? Sì? E loro? Loro che cosa hanno detto? Si sono spaventati? Da uno a dieci, quanto? Ma lo sapevi che qui non facevamo altro che parlare del tuo sequestro? Dico, lo sapevi? Loro non ti dicevano niente? E la tv? La guardavi? E la radio? La ascoltavi? E internet? Navigavi? C’era campo? Da uno a dieci, quanto? Ma non te l’hanno detto che qui c’erano gli striscioni e i banner e gli spot per la tua liberazione? Ma tu lo conosci il popolo di facebook? E quello di twitter? Un mucchio di gente, te l’immaginavi? Da uno a dieci, quanto? Ma, adesso? Adesso che cosa vorresti dire ai tuoi rapitori? Tornerai presto in Algeria? E quando? E dove? E che cosa farai al tuo rientro in Sardegna? Andrai al mare? Una festa? E chi inviti, alla festa? E a noi? Ci inviti?

– …
– Pronto? Eh, che ne dici?
– …
– Pronto?
– Free.
– Eh? Pronto?
– La. Scia. Te. La. Sta. Re.
– Come?
– Vi. Prego.
– Eh?
– Li. Be. Ra. Te. La.
– Ma che dici?
– …
– Pronto? Pronto?

Clic.

 

 

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One Response to Da uno a dieci

  1. anto ha detto:

    molto molto molto bella.

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