Fresche fresche.

Mentre cercavo di fare un po’ di ordine tra vecchi appunti e altre cose sparse qua e là, ho ritrovato la trascrizione di un’intervista televisiva che avevo fatto dieci anni fa a un tizio che manifestava e raccoglieva firme contro la presenza degli stranieri in Sardegna. Era l’estate del 2008 e il dibattito politico, tra le varie cose, si concentrava sull’opportunità di inviare l’esercito nelle principali città italiane, compresa anche Cagliari, per contrastare gli episodi di criminalità.
Questa la trascrizione dell’intervista, che secondo me non sembrano nemmeno passati dieci anni, sembrano proprio coglionate di oggi, fresche fresche.

“Son favorevole per queste cose che stanno succedendo qui in Italia. Ormai la Sardegna da quando abbiamo… da quando hanno aperto le frontiere… dalla legge Martelli, mi ricordo questo Martelli, questo Ministro, che ha dato libera scelta di fare entrare queste multirazze, in tutta Italia. Però adesso loro non lo sanno che qui in Sardegna ci sono molte problematiche… perché le problematiche le stanno mettendo anche i cittadini estracomunitari, cinesi, africani, tutte le multirazze che sono entrate in Sardegna vogliono comandare il sardo perché gli vogliono mettere la testa… i piedi in testa. Però non è giusto. Perché questo… eh, eeeeh… perché questa persona… eeeh… grande ministro ched’era… lui ha aperto le frontiere e non ha pensato anche ai figli suoi, che molte volte viene… vengono presi anche loro a calci, i figli dei ministri? Come mai lui non viene incontro su queste problematiche? Io ringrazio che la gente sta firmando questa petizione… ringrazio signor Flòrisi come sindaco di Cagliari che sta battendo… si sta ribadendo per queste cose, perché stanno succedendo molte cose. I cittadini stranieri vogliono comandare in città… de… in città… di… vogliono comandare qui a Cagliari quando non sono… non so… nessuno, perché gli stiamo ospitando noi. Ed è… e stiamo dando noi un piatto caldo anche a loro, perché noi poveri diamo a loro. Poi ringrazio, io dico: vabbè, state mandando l’esercito qui in Sardegna, conosco le problematiche, perché molte volte si capiscono le cose. Però adesso i sindaci di grandi comuni, tipo Quartu, Cagliari… iiih.. Nuoro, Sassari e Olbia… non son scesi in guerra, loro… e hanno capito… Perché la Sardegna ci sono questi ragazzi qua? Che vengono da fuori e vogliono comandare e non vogliono lavorare? Perché?”
(Giugno, 2008)

 

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