Insidie.

Cagliari, autobus, linea cittadina.
L’autista affronta il percorso con piglio da campione di Formula 1. Un percorso difficile, disseminato di insidie. 

Auto in doppia fila.
– Inza’? Ti sposti? No? Non ti sposti? E bogari’! 

Passeggeri distratti che alla pensilina perdono l’attimo, oltre che l’autobus.
– Eh… Ma se non ti svegli! Se non mi fai il segno con la mano… Mo’ ti arrangi. Il prossimo già stai più attento.

Parcheggi complicati.
– Aiò! Ci sei due ore parcheggiando! Devo passare! Movirindi!

Camion in sosta precaria.
– Magari se ti metti meglio. Boh! Non lo vedi che non ci passo? Cosemmàccusu!

Passeggeri che prenotano la fermata, ma inutilmente.
– Mi apre?
– Deve prenotare, signora. Non ha prenotato.
– Guardi che ho suonato.
– No. Non ha prenotato.
– Per piacere, mi apre?
– Si ricordi di prenotare, però.
– Le ho detto che ho suonato.
– Sì, sì. Scenda che è meglio.
– Maleducato!
– E calàndi…

 

 

 

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