L’ora più bella.

In spiaggia è l’ora del pomeriggio. L’ora più bella, in queste giornate di fine agosto. Pochi bagnanti, il tepore del sole, il rumore, quasi impercettibile ma costante, delle onde che fiaccamente si infrangono sulla battigia: c’è come una sensazione di quiete, in questa nicchia di mondo. Sono sdraiato e la brezza che fa sbandierare le frange dell’ombrellone mi accarezza il viso. Chiudo gli occhi. Inizio a sfrondare dalla mente i pensieri inutili, intrusivi e disturbanti. Senza nemmeno accorgermene, sento che sto per scivolare nel sonno. Anzi, sento che sto per perdermi in qualcosa che sembra perfino meglio del sonno. Una specie di torpore dolce che mi avvolge con soavità e che
– GABRIII! VIENI QUI! GABRIII! TI HO DETTO DI VENIRNE SUBITO QUI! GABRIII! SE VENGO LÌ È LA VOLTA CHE TI STORPIO! GABRIII!

 

 

   

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