Natale (8).

Ieri gironzolavo in città e mi è venuta voglia di mangiare una pizzetta al taglio. A Cagliari vendono pizzette al taglio molto buone. Non sempre, ma in genere sono molto buone. Una volta c’era un posto che si chiamava Pizza 74, in via Dante. Ora non c’è più. La pizzetta era buona, anche se di norma mi ci voleva mezza giornata per digerirla. Però era buona. Ieri gironzolavo per le vie del centro e a un certo punto mi sono fermato davanti a un locale che vende pizzette al taglio, è un posto molto frequentato. A fianco all’ingresso, proprio sul marciapiede, c’era un babbo natale gigante, un babbo natale di plastica alto due metri e mezzo, vestito di tutto punto, con la barba lunga e bianca, il naso rosso e delle grandi guance altrettanto rosse. Più lo guardavo, più mi infastidiva. C’era qualcosa che non andava, in quel babbo natale, non avrei saputo dire che cosa, forse le guance. Sono rimasto lì a guardarlo per qualche minuto. Più lo guardavo, più mi irritava. Poi sono arrivati cinque cani, tenuti al guinzaglio da due gruppi distinti di persone. A tenere i cani al guinzaglio erano in tre, due uomini e una donna. C’erano anche altre due donne e un uomo, ma non avevano cani al guinzaglio. I cani hanno iniziato ad abbaiare, non si è capito bene per quale motivo, che cosa avessero da abbaiare così tanto. Abbaiavano l’uno contro l’altro e si agitavano tantissimo, tiravano al guinzaglio e saltavano da una parte all’altra. Così ho smesso di guardare il babbo natale gigante e mi sono concentrato sui cinque cani al guinzaglio che abbaiavano come forsennati. Dopo un po’ hanno iniziato a infastidirmi. Tutti. I cani, i guinzagli, chi teneva i guinzagli, babbo natale, le pizzette e il pizzaiolo. Li ho mandati tutti a fare in culo e sono tornato a casa.

 

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