Nervature.

A un certo punto, mentre camminavo, ho visto una foglia volare. Si era appena staccata da un grande albero e si librava in volo sospinta dal vento, lentamente. Mi sono fermato a osservarla, fin quando non si è posata sul marciapiede. Allora l’ho raccolta e l’ho tenuta per un po’ sul palmo della mano. Aveva delle nervature intricate, sparse per tutta la superficie. Mi è venuto da pensare alla fragilità delle cose, all’impaccio di alcuni sguardi, alle parole che a volte non diciamo, perché spesso sono avviluppate in frasi che non ci appartengono, che non servono a nulla. E mentre pensavo, fermo sul lato della strada, ho intravisto una donna anziana che avanzava reggendo una busta della spesa dalla quale spuntavano ciuffi di lattuga e altri ortaggi. Al che mi sono avvicinato, le ho mostrato la foglia e le ho detto: “La prenda, la tenga lei. Mi faccia sapere che cosa ne pensa, grazie”.

 

 

 

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