Non è colpa sua.

Cagliari, autobus, linea 5.
Il controllore si avvicina al ragazzo africano e gli chiede “Ce l’hai il biglietto?”. Lui fa no con la testa, e allora il controllore lo invita a scendere. Il ragazzo non dice nulla, china la testa e scende.
Due donne ben oltre i sessanta commentano.
– Se era dei nostri già gliela metteva la multa.
– Ma ti sembra giusto?
– Già glieli danno i soldi a questi.
– Gli comprano anche i vestiti.
– E perché, il telefonino?
– Nuovi nuovi ce li hanno.
– Càstia su miu, un vecchio cardampone.
– Le colpa è della Regione.
– Tutti, li stanno facendo passare. Non li fermano.
– Gli danno mille euro al mese.
– Ci creu che questi vogliono venire.
– E nosus morendi ‘e famini.
– Gliel’ho detto a mio nipote, nieddu deppìasta nasci.
– Chini? Thomas?
– Eia.
– Bellu piciocu. Lavorando sta?
– Macché. C’ha gli arresti domiciliari.
– Torra?
– Non è colpa sua. Se gli davano mille euro al mese e il telefonino nuovo, già non ci andava a spacciare.

 

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