Non è un film di Nanni Moretti.

Una volta ho scritto una storia triste, ma così triste che tutta quella tristezza mi ha fatto intristire per una settimana di fila. E la tristezza aumentava ogniqualvolta mi capitava di riflettere su ciò che avevo scritto. Intristivo al solo pensiero della tristezza. E più intristivo più la tristezza aumentava. Perfino l’aria che respiravo era triste. I colori erano tristi. I volti delle persone che incontravo per strada erano tristi e le canzoni che ascoltavo erano tristi. Rileggevo tristemente ogni parola triste di quella storia triste e c’erano fiotti di tristezza che sgorgavano ovunque posassi lo sguardo, in ogni ragionamento, in ogni gesto, ogni gusto, ogni folata di vento. Poi, una mattina, nel giardino del palazzo di fronte a dove abito ho visto un bombo che ronzava attorno a un albero di mimose. E mi è venuto da ridere. Ho riso per una settimana di fila, roba da non credere.

 

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