Rosicchiando rosicchiando.

Alla fermata dell’autobus.
I due, sui cinquanta e passa, disquisiscono di tradizioni culinarie.

– Già lo sai come si dice, no?
– Eia.
– Quartesu pappa cani.
– E selarginu pappa pisitu.
– E gi ddu scìu, mia nonna era di Selargius. Al tempo di guerra pappanta pisitus, cosa ti credi.
– Parìanta cunillus.
– Gatti selvatici. Mannus diaicci. Le campagne piene c’erano.
– Eia, con le olive li mangiavano i gatti.
– Una volta mi hanno detto ched’era coniglio, e l’ho mangiato.
– Male non ti fa. Gatti e conigli sono della stessa razza.
– Eia.
– Oh. Meglio di quella volta che a Genova mi hanno fatto mangiare queste polpette di pollo che non era pollo.
– E cos’era?
– Polpette di rane.
– Pogarirari.
– Là ghe funti loffius is genovesus.
– No macché. A su mancu cun su pisitu c’hai dai rosicchiare.

 

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One Response to Rosicchiando rosicchiando

  1. […] gatto si è voltato e ha fatto Miao. Io […]

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