Rum e dolcetti.

Era il chiaro di luna e me ne andavo in giro per la campagna su una bici da cross. Pedalavo con una scioltezza da campione. Dopo aver attraversato un sentiero pietroso, mi sono ritrovato davanti a un cancello chiuso. Lì c’era un tizio seduto su una sedia in equilibrio su due gambe. Mi ha detto “Ciao, sono Romano Prodi”. In effetti, era proprio Romano Prodi. Una luce debole gli illuminava il viso. Gli ho detto “Ciao”. Lui allora ha sorriso e mi ha detto “Avresti qualche spicciolo? Grazie”. Poi all’improvviso tutto intorno si è riempito di bambini, sbucavano da ogni dove, saltavano giù dagli alberi e si arrampicavano sul cancello. “Perché non ti trattieni un po’?”, mi ha detto Romano Prodi. “Siete molto gentili, grazie, ma ora devo proprio andare”, ho detto. E così ho fatto. Una volta giunto in città, ho notato un certo affollamento nella zona del porto. C’erano decine di migliaia di persone, forse centinaia di migliaia di persone. Una fiumana di gente che si perdeva a vista d’occhio. “Che succede?”, ho chiesto. Mi ha risposto una donna, somigliava a Ingrid Bergman da giovane, portava una lanterna e si lisciava una ciocca ribelle. “Andiamo a votare per eleggere il Papa”, ha detto. “Possiamo eleggere il Papa?”, ho domandato. Lei ha strizzato un occhio e ha detto “Rum e dolcetti. Rum e dolcetti”. Quindi si è allontanata. Il cielo sembrava illuminato da un’abat-jour e la folla applaudiva. Qualche istante dopo, mi sono svegliato.    

 

 

 

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