Su livelli sfalsati.

L’altra mattina camminavo e guardavo le persone che incrociavo, le guardavo e le ascoltavo, le guardavo il tempo di uno sguardo, le ascoltavo il tempo di un niente, alcune parlavano al telefono, altre invece parlavano tra di loro, e tutte comunque sembravano avere tante cose da dirsi, tantissime cose da dirsi, e poi quando sono tornato a casa ho ripensato a quei frammenti di discorsi ascoltati il tempo di un niente, tutte quelle parole che mi erano rimaste impigliate nei pensieri, piccole mosche in una ragnatela.

ciao carissimo
chi è?
scusa un attimo
sei già arrivato?
non ci deppis andai!
guarda che è sabato prossimo
sì, al bar
e bairindi!
un solo cameriere, ti rendi conto?
è un pugno in un occhio, scusa
no, sulle scale mobili
belliscedda mera
asco’, scrivimi in chat
bella la foto, proprio bella
se lo vuoi sapere lei è una stronza
ti ho mandato l’invito
è un pacco, non ci andare
ma mi senti?
baccaga’
è un falchetto
i bambini con il telefonino io non li sopporto
ma quindi a cena?
le tonsille, soltanto le tonsille
e molladdu!

 

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