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Quaderni del coprifuoco (2)

Quaderni del coprifuoco (2). A dispetto dell’umidità notturna, poco dopo le ventitré Arturo si è alzato dal divano, ha preso il sassofono e ha iniziato a soffiarci dentro. Venivano fuori note sbilenche e presuntuose. Marcel Proust osservava con le zampe distese e il muso appoggiato sul pavimento. Il suo orecchio destro sembrava mostrare interesse per…

Quaderni del coprifuoco (1)

Quaderni del coprifuoco (1). Ieri, poco dopo le ventidue, mi sono affacciato al balcone, ho alzato la testa in direzione della Cintura di Orione e ho ascoltato il silenzio nell’aria, ondeggiante come una sagoma di gelatina. Quel silenzio mi parlava. In quale lingua, però, non saprei. Un istante dopo si è avvicinato Marcel Proust, il cane…

L’alfabeto di Marcel Proust

L’alfabeto di Marcel Proust. Mi ricordo la sera, più o meno era l’ora di cena, in cui Ottavia si è svegliata e ha iniziato a urlare. Nessuno però ci ha fatto caso. Le capitava di tanto in tanto, di mettersi a urlare all’improvviso, forse per via di un problema all’orecchio che si trascinava da mesi….

La realtà è un sottaceto

La realtà è un sottaceto. Quando stamattina ho aperto la finestra e ho guardato fuori, l’aria era molto fresca, ho iniziato a vedere dei puntini che sbrilluccicavano, come scie di coriandoli luminosi che si muovevano ovunque volgessi lo sguardo. Avevo anche la vista annebbiata e i fiori, gli alberi, tutte le cose sembravano mancare di…

La retorica del Natale

La retorica del Natale. C’è stato un periodo che non ci ho mai creduto. Non ci ho mai creduto, a questa storia che saremmo andati a suonare a Los Angeles. Non ci ho mai creduto, a questa storia che avremmo inciso un disco con una delle etichette indipendenti più famose degli Stati Uniti. Non ci…

Giorno 23

Giorno 23. Non ho tempo. Conoscevo un tale che, quando gli amici lanciavano l’idea di trascorrere una serata al cinema o andare in pizzeria, la sua risposta era sempre: Scusate, non ho tempo. Mi dispiace, ma davvero non ho tempo. Qualsiasi cosa facesse, o stesse per fare, lui non aveva mai tempo. Sembrava non avere…

Giorno 18

Giorno 18. Ieri mattina ho telefonato a Arturo e gli ho detto: Se per te va bene, e spero che per te vada bene, ci potremmo vedere alle quindici e trenta davanti al bar, se non proprio davanti anche di lato va bene, ma non troppo di lato, più spostato verso il centro. Se ritardo…

Voce del verbo abbarbagliare

Voce del verbo abbarbagliare.  Sono salito sulla sommità di un campanile. Da lassù ho visto la bontà, sparsa sui tetti delle case. Quanta bontà, ho pensato, occorrerà reclutare migliaia di spalatori, per spalare tutta quella bontà. Ovunque voltassi lo sguardo, la bontà sovrastava la città. C’era perfino della bontà che svolazzava a mezza altezza. Bontà…

Intransigenze

Intransigenze. Il cugino di Arturo, che è un poeta incline a un settarismo intransigente e intollerante, una volta ha detto che la poesia, nel momento stesso in cui diventa poesia, nell’attimo preciso in cui affiora la prima lettera della prima parola del primo verso, proprio in quel frangente lì, già non è più poesia, è…

Inadeguatezza

Inadeguatezza. Arturo è seduto accanto alla stufa. Sembra riflettere su una frase che ha letto qualche giorno fa, una frase incisa su una lapide: il nostro destino è di pestare l’acqua, di girare in tondo. Credo l’abbia particolarmente colpito. Come va?, gli chiedo. Lui zitto. Hai già fatto colazione? Lui zitto. Sai, a volte mi…

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