Turarsi il naso.

Credo di aver starnutito già una ventina di volte.
Etciù! Etciù!
Etciù! Etciù!
Etciù! Etciù! Etciù!
Etciù! Etciù!
Etciù! Etciù! Etciù!
Etciù! Etciù!
Etciù! Etciù! Etciù!
Etciù! Etciù! Etciù! 
Poi mi è venuto in mente che un illustratore inglese che si chiama James Chapman ha pubblicato un paio di libri nei quali ha cercato di tradurre in immagini i suoni. Le parole, come si sa, hanno suoni diversi nelle diverse lingue. Per esempio, il cane fa Bau! solo in Italia. In Francia fa Ouaf ouaf! Mentre lo starnuto è Etciù! in italiano, ma diventa Achoo! in inglese, e Hatschi! in tedesco, e Hapci! in ungherese, e Apsiu! in greco, e Apchkhi! in russo.
Poi ho fatto altri dieci starnuti e mi sono ricordato di un tizio che diceva che una volta suo cugino aveva trattenuto uno starnuto molto forte tenendosi tappato il naso e allora gli era esploso un occhio e l’occhio era finito sul pavimento ed era rotolato sotto una sedia e in men che non si dica era arrivato il gatto e se l’era mangiato. Secondo me si era inventato tutto. Detto ciò, è innegabile che il raffreddore, da qualsiasi parte lo si voglia guardare, da sotto una sedia o dallo stomaco di un gatto affamato, è sempre una grandissima rottura di coglioni. 

 

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