Un bel po’ di cose.

Ci sono un bel po’ di cose da dire.

Intanto, c’è da dire che è uscito il libro, “Dettagli di un sorriso” (Quarup, 2012).
Uscito per dire che dovrebbe essere da oggi sugli scaffali delle librerie. Ma non è mica detto. Poi magari uno stasera va in libreria e non lo trova, e il libraio gli dice di ripassare tra una settimana. Può succedere, non sarebbe strano.
Poi magari uno torna in libreria dopo una settimana, e niente, non lo trova.
Ecco, questo mi suonerebbe già molto più strano. Significherebbe che le cose non vanno come dovrebbero andare.
Però.
Però c’è da dire che il mondo editoriale è un ginepraio.
Il percorso di un libro è un percorso assai complicato, una volta che il libro è stato pubblicato. La cosiddetta “filiera” è una di quelle cose delle quali non è facile parlare. E poi ogni volta che ne parlo rischio di tirar giù qualche Madonna. Quindi meglio star zitti.
Però.
Però, in genere, se un libro di un autore serio pubblicato da una Casa editrice seria non arriva nelle librerie nei tempi e nei modi corretti, be’, sappiate che la colpa non è certamente dell’autore o della Casa editrice. Tanto per dire.

A ogni modo.
“Dettagli di un sorriso”.
Oggi, domani. Giorno più, giorno meno. Bisogna aver pazienza. Siamo piccoli, sporchi e cattivi: non è mica facile, eh.
Siamo piccoli, sporchi, cattivi, sì, ma bellissimi, noi quarupi.

Poi ci sarebbe da dire che da domani sarà in libreria anche un altro bellissimo libro. S’intitola “La cella di Gaudì” (Arkadia, 2012).
Dodici autori incontrano altrettanti detenuti. Dal confronto e dal dialogo nascono i racconti dell’antologia introdotti da una prefazione di Marcello Fois.

Vite all’estremo, episodi di disperazione, frammenti di passato che si intrecciano e sono rielaborati con la mediazione dell’arte letteraria. Uno scorrere di emozioni, ricordi, a volte struggenti, a volte simpatici, che ci introducono a un mondo sconosciuto, in un flusso continuo e ritmato in cui passiamo dalle vicende del “Bulgaro” o del rumeno a quelle di Mohamed, in un melting pot che ci accompagna in giro per il mondo, tra fedi e popoli di ogni natura.

Gli autori dei racconti sono: Salvatore Bandinu, Michela Capone, Giampaolo Cassitta, Fabrizio Fenu, Michele Pio Ledda, Savina Dolores Massa, Paolo Maccioni, Nicolò Migheli, Anthony Muroni, Claudia Musio, Pietro Picciau, Gianni Zanata.

Una cosa importante:  tutti gli scrittori e l’editore hanno deciso di devolvere ai figli dei detenuti ogni ricavato della vendita del libro.

E poi ci sarebbe da dire che, sempre domani, al Manamanà di Piazzetta Savoia, a Cagliari, alle 18.30, ci sarà la festa di premiazione per “Un infuso un racconto“, il concorso promosso dal circolo dei lettori di Mieleamaro e Tisane di Sardegna.
Ci saranno i vincitori e la degustazione di tisane e racconti.
Lo voglio segnalare, questo appuntamento, perché tra i vincitori ci sono alcuni miei amici molto bravi: Carlo Antonio Borghi, Stefano Fozzi, Maria Antonietta Marras e Andrea Serra.

E poi ci sarebbe da dire ancora che, sempre domani, io & Fabrizio Demontis, aka JohnGrady, animeremo (insomma, ci proveremo a farlo) la serata “Il mercoledì di coppa: calcio, libri e rutto libero“.
L’evento è organizzato dalla libreria MieleAmaro. Il programma prevede chiacchiere calcistiche, letture, musica e aperitivo.
L’appuntamento è alle 21.00 allo University Café in via Caprera, a Cagliari.
Oh, è roba seria, da fútbologi, insomma. Non mancate.

E poi basta. Ché di cose da dire ne ho già dette abbastanza.

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