Una gamba sull’altra.

Adesso lo faccio. Sì, sì. Così è. Ho deciso. Lo faccio. Inutile tergiversare. Lo faccio adesso. O forse più tardi. Comunque lo faccio. Tra un po’. Magari domani. Tanto non cambia nulla, se lo faccio oggi o domani. In ogni caso, fare si deve. Quindi lo faccio, anzi, per meglio dire, lo farò. Non subito però. Vediamo. Valutiamo. Verifichiamo. Ragionevolmente. Tuttavia, a pensarci bene, pur dovendolo fare, potrei non essere così sicuro di volerlo fare per davvero. E se non ne fossi convinto, potrei decidere di non farlo. Ecco. A quel punto, ragionevolmente, non ci sarebbe alcuna fretta. Che senso avrebbe, avere fretta per una cosa che non si deve fare? Il non fare presuppone il non avere fretta. Ragionevolmente. Diciamo che forse potrei non farlo non subito. Non adesso, perlomeno. Non più tardi. Non domani. Ragionevolmente. Vediamo. Valutiamo. Verifichiamo. Nel frattempo, coerentemente, inevitabilmente, conseguentemente, non lo faccio.

 

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