Viva voce.

Cagliari, autobus, linea 5.
Sedili posteriori, telefonata in viva voce. Lei accavalla le gambe e si accarezza i capelli biondo platino. Il tono di lui giunge nitido e stentoreo a tutti i passeggeri.  
– O lilla, ma devi passare? 
– Boh, sono sul pullman.
– Inza’? Passi?
– Uhm. E quando?
– Adesso. Aiò. Ti aspetto.
– Uhm. Non lo so.
– Lilla… Sono in mutande e ti sto pensando.
– Sssshhh! Zitto! Che sei in viva voce!
– E itta cazzu mi ndi frigara!

  

  

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