Guai a chi si lamenta

Guai a chi si lamenta.

Sarebbe bastato starsene buoni e zitti, sarebbe bastato far finta di niente, tutt’al più fischiettare, canticchiare o zufolare come se nulla fosse, grattarsi il capo con noncuranza, sbatacchiare le palpebre con responsabile, marginale disinvoltura e, di tanto in tanto, distogliere lo sguardo dal cielo.
Invece no.
Estate a ottobre di qua, estate a novembre di là, che caldo che fa, che sole che fa, che bene che si sta, foto di ombrelloni, racchettoni, polpettoni, forchettoni, droni, panzoni, gazzelloni, asciugamani, piedi nudi, polsi nudi, braccia nude, gambe in acqua, torsi a mollo, dorsi brulli, colli a pollo, polpacci a bagnomaria & tuffi olimpionici.
Sarebbe bastato alludere appena, accennare, simulare, con accorta indifferenza. Sarebbe bastato.
Invece no. Sempre a ostentare.
Quelli non sono mica sono scemi. Se ne sono accorti.
E adesso guai a chi si lamenta.

 

umbrella

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