Cose che ho pensato (tredici)

Cose che ho pensato (tredici).

71.
Una volta ho pensato di scrivere un’antologia di orazioni funebri per i personaggi che muoiono nei romanzi.

72.
Una volta ho pensato di smettere di non fumare.

73.
Una volta ho pensato di essere un cane e di abbaiare per noia. Sono rimasto dieci minuti sdraiato sul divano a abbaiare per noia. Poi Arturo ha urlato “E basta!”.

74.
Una volta ho pensato che anch’io, come hanno fatto Stancanelli, De Silva, Giordano, Ammanniti, Trevi, Raimo, Piccolo e Pascale, tutta gente famosa e importante che ha pubblicato per editori famosi e importanti, potrei scrivere un’antologia di figuracce. Arturo ha detto che secondo lui non gliene frega niente a nessuno, della mia antologia di figuracce. Tantomeno a editori famosi e importanti.

75.
Una volta ho pensato a una figuraccia che avevo fatto su Facebook. Avevo scritto “Auguri” sulla bacheca di un tale, un certo Nando, che festeggiava il suo compleanno. Nando non lo conoscevo di persona, alcuni mesi prima avevo comunque accettato la sua richiesta di amicizia. In risposta al mio messaggio di auguri, un attimo dopo mi aveva scritto una donna “Ciao, guarda che Nando è morto”.

 

trecentodieciparole

nella foto, non sono romanzi

 

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