I Kiss, i Nirvana & i ciuffi cremosi spalmati sui rombi

I Kiss, i Nirvana & i ciuffi cremosi spalmati sui rombi.

Mentre con la punta del coltello mi accingevo a spalmare un ciuffo di crema di pecorino su un ritaglio di pane carasau che aveva la forma di rombo, ma di un rombo strambo, come se si trattasse di un rombo disegnato da un bambino di tre anni, sempre che i bambini di tre anni stiano lì a disegnare rombi, per dire, magari ce ne sono anche, chi lo sa, di bambini così, che disegnano rombi, ormai alla scuola materna ai bambini insegnano cose che uno nemmeno si meraviglia più.

E insomma.

Mentre spalmavo la crema di pecorino sul rombo strambo, mi son ricordato che non solo bisogna sempre parlare come si mangia ma anche scrivere come si parla, che da ciò si può facilmente dedurre che bisognerebbe anche mangiare come si scrive, o qualcosa del genere. Questo per dire che se mangiamo bene pensiamo bene, se pensiamo bene parliamo bene, se parliamo bene scriviamo bene. Fin qui non ci piove, poi però non so se il ciuffo di crema di pecorino spalmato su uno spicchio di rombo strambo di pane carasau significhi mangiare bene, e tutto ciò che ne consegue.

E insomma.

Questo per dire che ieri sera, all’University Rock Cafè, in via Caprera, a Cagliari, è stata proprio una bella serata, abbiamo pensato bene, abbiamo parlato bene, abbiamo mangiato bene, abbiamo anche bevuto bene, abbiamo suonato bene, nel senso che lui, Francesco Bachis, ha suonato bene la sua tromba, noi no, noi ci siamo limitati ad ascoltare, ma i musicisti lo sanno, che ad avere un buon pubblico si suona meglio, e quindi, alla fine, è come se avessimo suonato un po’ anche noi.

E insomma.

Questo per dire che mentre parlavamo di “Dettagli di un sorriso”, di Valdo, di Bianca, di Cagliari, di delitti e di editoria, a un certo punto sullo schermo alle nostre spalle hanno iniziato a scorrere immagini di vecchi video degli anni settanta e ottanta, con Michael Jackson, Cerrone, Gino Vannelli, altra gente così, e persino i Kiss, ma non i Nirvana, che sarebbe stata una cosa da applausi, se avesse cominciato a scorrere un video dei Nirvana, col faccione di Kurt Cobain, e bisogna dire che chi ha già letto il libro può capire perché, gli altri, quelli che non l’hanno letto, no, non lo possono capire perché sarebbe stato da applausi, se di colpo fosse apparso il faccione di Kurt Cobain alle mie spalle mentre leggevo alcune pagine di “Dettagli di un sorriso”.

E insomma.

Questo, infine, per dire che voglio ringraziare tutti quelli che hanno partecipato, tante persone che stimo, a cui voglio bene, grazie di cuore, e grazie a Nicola Muscas, Alessio Mura, all’associazione culturale Roots, all’University Rock Cafè.
E grazie all’immenso Dietrich Steinmetz che ha scattato la foto qui sotto.

 

12 12 12 DIETRICH

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