La Marcia sui Rom

La Marcia sui Rom.

Oggi la notizia più interessante riferita alla polemica sugli alloggi assegnati ai rom, a Cagliari, l’ho trovata su CagliariPad.it. La notizia è questa: “Gli abitanti di Flumini, in piccole delegazioni, si sono recati a dare il benvenuto alle famiglie rom appena arrivate”.
Non c’è nemmeno bisogna di commentarla, una notizia del genere.

Più complicato districarsi nel botta e risposta dei commenti circolanti su altri siti e sui social network.
L’amico Vito Biolchini va oltre la polemica articolando il suo pensiero sulla dose di responsabilità del Sindaco e della Caritas, incapaci di gestire la comunicazione sull’intera vicenda. Pensiero condivisibile, perché è proprio questo il nodo da affrontare, a più livelli, non solo al Comune: la questione della comunicazione.

La condotta de L’Unione Sarda è stata inqualificabile. Su questo non ci piove.
Anthony Muroni, autorevole firma del quotidiano cagliaritano, così ha scritto sul suo profilo Facebook:  “Sono orgoglioso di essere un giornalista de L’Unione Sarda. Gioisco per i suoi successi e soffro per i suoi errori, lavoro onestamente per migliorarla sempre di più, nell’interesse supremo degli oltre 400 mila lettori quotidiani certificati, affinché possano avere un’informazione sempre più completa, autorevole e rispondente alla verità e alle loro aspettative”.
Soffro per i suoi errori. Mi sembra un quarto di ammissione di responsabilità (indiretta, Anthony Muroni afferma di non essere parte in causa in questa vicenda, di essere semplice spettatore).

Ecco, io non so come andrà a finire questa storia. Spero che sia almeno un buon pretesto perché anche all’interno dell’Ordine e del sindacato si aprano le porte a un dibattito serio (serio=vero) sullo stato dell’informazione in Sardegna.

C’è chi afferma: “Ora basta! Organizziamo sit-in sotto la sede del giornale, protestiamo. Non compriamo più l’Unione Sarda, rivolgiamoci ad altre realtà editoriali”.
I sit-in non so quanto possano funzionare. Sono scettico.
Sul resto, c’è poco da dire. L’Unione Sarda è ancora il giornale più venduto, il più radicato e il più letto, a Cagliari. E il gruppo – giornale/radio/tv/internet – ha una potenza mediatica che lo rende quasi inespugnabile.
Il boicottaggio è sempre un’arma a doppio taglio. Si danneggia l’editore ma si danneggiano anche – se non di più – i lavoratori. All’Unione ci lavora tanta gente seria e perbene, fior di professionisti. Chi agisce in malafede è in netta minoranza. Purtroppo, però, come spesso accade, la maggioranza ha difficoltà a far prevalere il rispetto delle regole.
L’editore se ne frega se vende cinquemila copie in meno perché per due o tre giorni, per un mese, per un anno, i lettori non comprano più il giornale. L’editore non manda avanti il giornale grazie alle copie vendute. L’editore non è solo un editore. È risaputo. Questa la vera anomalia del sistema dell’informazione in Sardegna e in Italia. Gli editori “veri” sono pochissimi. Tutti gli altri sono finti editori.
In Sardegna sappiamo chi sono gli editori di Unione, Videolina, Sardegna Uno. Conosciamo il conflitto di interessi. Conosciamo le loro presunte capacità imprenditoriali nel campo dell’informazione.
Ecco, mi associo alla proposta avanzata da Giacomo Mameli qualche tempo fa: gli imprenditori che vogliono fare imprese editoriali dimostrino di essere professionalmente capaci di poterlo fare. Le aziende editoriali non sono come tutte le altre aziende. Non basta la sola logica del profitto. Occorre il rispetto di un preciso codice etico.

Nell’attesa, accontentiamoci del web, di Sardegna Quotidiano, dei siti di informazione on line che combattono una difficile “guerriglia informativa”.
Ci sono tanti piccoli buoni esempi (CagliariPad.it, Casteddu on Line): incoraggiamoli.

 

10 Comments

  • MB

    13 Agosto 2012 at 18:09

    Peccato! Peccato!!
    Sono uno che in questi giorni ci è andato giù pesante contro L’UnioneSarda, per la loro condotta da periodico del terzo mondo. Tutto bene in questo articolo, se non fosse per la sua chiusura. Inserendo quella “pseudo” o “presunta” pubblicità agli altri quotidiani, si è perso tutto quanto di bello vi era in questo articolo, scendendo a “patti col diavolo”, proprio come i “Vostri” antagonisti de L’Unione.
    Insomma, siete inciampati anche Voi. Che peccato! La guerra di questi giorni era più che lecita ma soprattutto diretta, a suon di critiche e articoli.
    Ma ora chiamando in causa terzi giornalisti, autorevoli e rispettabili come Lei, sig. Zanata, per fare forse (?) un po’ di pubblicità alle altre testate per gli stessi motivi che criticate e per i quali altri giornali gonfiano le notizie: vendere e fare click.
    Questa purtroppo è l’impressione, e non mi piace. Peccato! Felice di averci visto male, eventualmente.
    Mi piacerebbe davvero una sana informazione, con meno polemiche, meno strumentalizzazioni e meno giochi da scrivania.
    Saluti
    Mim Barrago

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    • Gianni

      13 Agosto 2012 at 18:32

      Ciao Mim,
      no, nessuna pubblicità, ci mancherebbe! La sfido a trovare un banner pubblicitario su questo sito!
      🙂
      Nella parte finale dell’articolo ho solo voluto evidenziare che ci sono redazioni piccole ma battagliere che, con pochi mezzi e poche risorse, riescono comunque a fare della buona informazione. Tutto qui.
      Per il resto, sono d’accordo con lei. La condotta dell’Unione Sarda è inqualificabile, e non da oggi, purtroppo.
      Bisogna battersi non perchè scompaia un giornale che è – nel bene o nel male – patrimonio della nostra storia, ma perché ritorni a essere uno strumento, come dice lei, di Vera e Sana informazione.
      Nessuna strumentalizzazione, stia tranquillo.
      Quanto ai giochi da scrivania, non li conosco! Preferisco pincareddu o tzacca e poni (in genere le prendo sempre, non riesco a darle).
      Un saluto e un abbraccio
      G.

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  • andrea

    14 Agosto 2012 at 08:21

    Gentile signor Mim,
    sinceramente ho grosse difficoltà a capire la sua polemica nei confronti di Gianni Zanata.
    A parte il fatto che sfido chiunque a leggere in chiave pubblicitaria il riferimento alle succitate testate online, non vedo cosa ci sarebbe eventualmente di male nel caso.
    Credo che sia ora di finirla con questa ricerca della purezza francescana, secondo la quale gli unici titolati a parlare sarebbero delle specie di asceti avulsi da qualunque contesto reale.
    E’ un mondo che NON esiste e che MAI è esistito.
    L’informazione necessita di mezzi, che si comprano con i SOLDI.
    E’ poi cura degli editori e dei giornalisti rispondere ad un codice etico (che poi sarebbe semplicemente il BUONSENSO), evitando di piegare l’informazione ai soli fini economici o di convenienza.
    Mi perdoni, ma la sua polemica è proprio nello stile editoriale del trittico Libero/Giornale/Panorama, ovvero la demolizione non delle tesi ma delle fonti, attraverso la ricerca di presunte indegnità.

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  • Antonello Pabis

    14 Agosto 2012 at 08:25

    Caro Zanata, succede in questi giorni una cosa molto interessante.
    Grazie a gente come lei, come Vito Biolchini, come CagliariIpad ed altri e sopratutto grazie ad una miriade di navigatori che hanno fatto rimbalzare ovunque, in gran numero, le immagini dello sputanamento del FALSO SCOOP dell’Unione Sarda che per prima CagliariIpad ha pubblicato (con un limite che mi piacerebbe fosse colmato: le immagini della vasca con idromassaggio realizzata in quella bunker, la “casa” completamente sotto il livello del terreno. Credo che in tal modo quel servizio, che ha già un 99% di bontà, raggiungerebbe la perfezione). La cosa interessante ci dice che le grandi testate, normalmente intoccabili, quando toccano un certo limite di decenza, possono provocare un sussulto di dignità democratica e di onestà intellettuale, che è più diffusa di quanto non pensiamo, capace quantomeno di metterle in seria difficoltà. Ecco, ciò da speranza e poichè la storia non è ancora finita, posso assicurarlo, le dimensioni del fenomeno si devono ancora misurare. Ho avuto la disponibilità delle famiglie rom ad accogliere tutto coloro che vogliono VEDERE la presunta villa con piscina e la vasca idromassaggio nel contesto in cui sono collocate. Fra poco incontrerò Osman Sulejmanovic per ragionare con lui di una possibile festa di accoglienza nei luoghi del lusso zingaro. Giovedì i rom si riuniranno e subito dopo l’Asce comunicherà le sue iniziative di contrasto della campagna di odio che è stata promossa dall’Unione Sarda, le immagini distorte di Videolina che nella loro prima versione sono strate riprese dalle testate nazionali di Mediaset. La storia non è e non deve essere ancora chiusa.
    Buon lavoro e buona informazione a tutti.

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  • Mario.friargiu

    14 Agosto 2012 at 11:59

    Bravo , Gianni. Condivido in toto. Avrei aggiunto un commento sul comportamento di Farris e company, convinti di raccattare voti e consensi cavalcando l`onda razzista populista. Non li fa onore, sempre che ne conoscano il valore..
    Saluti. Mario.

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    • Gianni

      14 Agosto 2012 at 12:08

      Grazie Mario,
      cavalcare l’onda razzista è ignobile, infatti mi sembra che non tutti – tra le fila dell’opposizione – condividano l’atteggiamento di Farris.
      Un abbraccio
      G.

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