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Polpaccio

Polpaccio. Sono rimasto seduto per un po’ a fissare la luna che diventava rossa, che in effetti non era nemmeno rossa perché aveva un colore che non saprei, e che tra l’altro non aveva nemmeno un colore che non saprei perché a un certo punto non si vedeva niente, era tutto scuro e una zanzara…

Oi oia

Oi oia. Cagliari, via Roma, due donne, una sulla settantina, l’altra sulla quarantina, aspettano l’autobus davanti alla pensilina. – Ma tu sei la sorella di Franco? – No. – Me lo ricordo bene, a Franco. – Non sono la sorella di Franco. – Ma io la conosco, a tua mamma. – Mia mamma deve morire….

Di nomi e di fatti

Di nomi e di fatti. L’altra sera, mentre camminavo e pensavo ai fatti miei, ho incontrato un tizio che conosco, si chiama Giacomo, e quando l’ho salutato gli ho detto “Ciao Carlo”. Dopo un po’ ci ho ripensato e solo allora mi sono reso conto di averlo chiamato Carlo, anziché Giacomo. Fatto sta che a…

Perdersi

Perdersi. In uno dei miei prossimi libri ci saranno un uomo e una donna che camminano tenendosi per mano e a un certo punto si perdono nei boschi e non tornano più.  

Malissimo

Malissimo. Quando le parole si dimenticano di me, ci rimango malissimo. Qualche tempo fa, la parola mordacità non aveva alcuna intenzione di venirmi in mente, non ne voleva sapere. Eppure mi ero tanto raccomandato. Comunque non succede soltanto con le parole. A volte capita che anche gli occhiali si dimentichino di me. Ci rimango malissimo, quando…

Curiosità

Curiosità. Ero fermo davanti alla vetrina di un negozio e a un certo punto sono passati due ragazzi, avranno avuto non più di diciotto anni. Uno ha detto “Ma perché, tu pensi che sia una persona interessante?”. E l’altro ha risposto “No, no”. Al che il primo ha detto “Lo prenderei a cinghiate, comunista di…

Statue

Statue. L’altra sera camminavo sotto i portici del Consiglio regionale, in via Cavour, e a un certo punto ho visto un tale che pisciava su una statua di Nivola. Gli ho fatto notare che stava pisciando su una statua di Nivola. Lui non ha detto niente, ha sollevato le spalle e ha continuato a pisciare.

Fissandomi con occhi assenti

Fissandomi con occhi assenti. Questa mattina mi ha telefonato mia madre per parlarmi di certe questioni, e a un certo punto mi ha detto “Oggi è il tuo compleanno, vero?”. “No”, le ho detto, “oggi è il ventidue luglio e non è il mio compleanno”. “Ah”, mi ha detto lei, “strano”. “Strano cosa?”, le ho…

Tre dita

Tre dita. A un certo punto ho starnutito. Così forte che mi sono ustionato la mano. Non proprio del tutto, ma quasi. Tre dita della mano sinistra. Un bel guaio, non c’è che dire. (foto mancante)