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Autobus domenicale

Autobus domenicale. – Vieni qua! Tocca, sezzirì vicino a questa signora. – Ih, ‘tta bellu pippiu! – Ajò siedi. – Lei è la mamma? – No, sono la nonna. – Ma che bel bimbo! E me lo dici quanti anni hai? – … – Non parla? – Ha due anni e mezzo. Quando vuole già…

Dalla parte di Thelonious (free)

Dalla parte di Thelonious (free). L’altra sera sull’autobus che mi riportava verso casa c’erano due tizi che parlavano senza sosta, uno dei due, il più basso, faccia tonda e labbra sottili, orecchie a sventola, maglioncino sulle spalle e scarpe alla moda, alla fine di ogni discorso agitava la mano e a voce alta diceva “Non…

Dalla parte di Thelonious

Dalla parte di Thelonious. L’altra sera sull’autobus che mi riportava verso casa c’erano due tizi che parlavano senza sosta. Uno dei due, il più basso, faccia tonda e labbra sottili, orecchie a sventola, maglioncino sulle spalle e scarpe alla moda, alla fine di ogni discorso agitava la mano e a voce alta diceva “Non per…

Riprovi più tardi

Riprovi più tardi. Sull’autobus. Giovane al telefono. – No. Mi dispiace. Adesso non fa. Mamma non c’è. Cioè, c’è ma non può rispondere. Mi dispiace. Le ho detto che non fa. In questo momento è impegnata. Si sta facendo la doccia. Riprovi più tardi. Grazie.   nella foto, il telefono

Sicché

Sicché. Mi piacciono, certe stranezze. Mi piacciono talmente tanto che a volte mi sento persino un po’ a disagio. Per dirne una, mi piacciono gli anziani che usano il termine Sicché. Mi capita di incontrarne parecchi, di anziani, sull’autobus. Io quando sento un anziano dire Sicché, mi viene voglia di battere le mani. Mi viene…

Dialoghi sulla telefonia mobile

Dialoghi sulla telefonia mobile. Lavori in corso sulla strada davanti al porto. L’autobus procede a singhiozzo. Due donne ultrasettantenni, sedute una di fronte all’altra, osservano dai finestrini la monotonia del traffico. – Tocca tocca, Serafina, mi sa che scendo alla prossima. – Eia. – Si bieus crasi. – Eia. – Ti telefono alle nove e…

Il cucchiaino nel taschino

Il cucchiaino nel taschino. L’altra mattina, mentre facevo due passi ai Giardini pubblici e pensavo alla bellezza dei capperi e delle magnolie, mi è capitato di incrociare un uomo coi baffi e dall’aspetto distinto che se ne andava in giro con un cucchiaino da caffè nel taschino della giacca. La paletta concava sbucava dal taschino…

La mia faccia e quella dell’autista

La mia faccia e quella dell’autista.  Ieri mattina mi è venuta in mente un’idea semplice, un’idea per un racconto. Questa è un’idea che funziona, mi sono detto mentre ci pensavo. Non era un’idea ambigua o troppo generica. Era un’idea precisa, elementare nella sua essenzialità. Così ho continuato a pensarci per un po’, affacciato alla finestra,…

La storia non siamo noi

La storia non siamo noi. Gioventù mista spalmata sui sedili dell’autobus in un mattino caldo di novembre. I dialoghi spaziano dai leggins a vita bassa alle suonerie dei telefonini. Poi di colpo. – Oh. Dove scendiamo? – Piazza Matteotti? – Eja. Matteotti. – E come faceva di nome? – Chi? – Matteotti. – Piazza. –…

Il cane con la patente

Il cane con la patente. Sulla vetrina c’è scritto che il negozio è specializzato nella vendita di vasi sacri, oggetti per la pietà dei fedeli, paramenti, arredi, vino, ostie, bassorilievi, crocifissi, presepi, statue, icone, e altro ancora. È un negozio piccolo, quasi non si nota, incassato tra un bar e una boutique. Il pullman che prendo ogni…

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