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La realtà è un sottaceto

La realtà è un sottaceto. Quando stamattina ho aperto la finestra e ho guardato fuori, l’aria era molto fresca, ho iniziato a vedere dei puntini che sbrilluccicavano, come scie di coriandoli luminosi che si muovevano ovunque volgessi lo sguardo. Avevo anche la vista annebbiata e i fiori, gli alberi, tutte le cose sembravano mancare di…

Diari del Canada (12)

Diari del Canada (12). Colazione in albergo. Dolce o salato? Ma sì, oggi proviamo il salato. Sul bancone, oltre le colonne di salsicce, le distese di bacon e le praterie di formaggi, intravvedo una cosa strana. Sembra un hamburger. Chiedo: Cos’è? Mi dicono: Una fetta di pane tostato sormontata da due fette di prosciutto canadese,…

La quarta cosa

La quarta cosa. Oggi mi sono alzato e la prima cosa che ho pensato è stata “non vale la pena di incazzarsi”. Infatti, dopo che mi sono alzato e mi sono affacciato alla finestra a guardare com’era la realtà, la seconda cosa che ho pensato è stata “non sono incazzato”. Poi, dopo aver guardato la…

Ci servono

Ci servono. Autobus ctm, linea 5. – Ce li avete due euro? – … – Ce li avete due euro? – … – Ce li avete due euro? – … – Ce li avete due euro? – Sonia, lascallo’, ce li abbiamo ma ci servono per la colazione! – … – … – Eh, anche…

Canzoni nella testa (7)

Canzoni nella testa (7). La canzone che ho nella testa da quando mi sono svegliato è “Il ragazzo della via Gluck”. Perché continuano. A costruire. Le case. E non lasciano l’erba. Non lasciano l’erba. Non lasciano l’erba. Non lasciano l’erba. Non lasciano l’erba. Non lasciano l’erba. Non lasciano l’erba. Non lasciano l’erba. E insomma, sono rimasto venti minuti, penso, che…

Zaccarsi

Zaccarsi. – Amo’. – Eja. – Che ore sono? – L’una e dieci. – Minca, dalla colazione al pranzo senza che nemmeno ce ne accorgiamo. – Troppo vero. – Pasta e cappuccio manco li ho visti. – Eja. Andiamo a mangiucchiare qualcosa? – Tagazzu mangiucchiare. Ollu robba seria chi mi seu zacchendi ‘e su famini….

Cose che ho pensato (ventidue)

Cose che ho pensato (ventidue). 126. Una volta ho pensato di essere un ingegnere. La mattina, dopo aver fatto colazione, mi ero seduto in giardino e con la mollica del moddizzosu avevo costruito il Bastione di Saint Remy in miniatura. 127. Una volta ho pensato di diventare assaggiatore di marmellate. La mattina, dopo aver fatto colazione e…

Indicativamente puro

Indicativamente puro. È successo di nuovo. Per la seconda volta in poche settimane, è successo che questa mattina ho versato il caffè nella tazza e ho messo a riscaldare il latte, e mentre il latte era sul fuoco, ho sciacquato la caffettiera, l’ho asciugata con uno strofinaccio e l’ho infilata anche stavolta nel frigorifero. Forse…

Puramente indicativo

Puramente indicativo. Questa mattina ho versato il caffè nella tazza e ho messo a riscaldare il latte. Mentre il latte era sul fuoco, ho sciacquato la caffettiera, l’ho asciugata e l’ho infilata nel frigorifero. Ci ho messo qualche secondo, prima di rendermi conto. Dopo aver fatto colazione, mi è venuto da pensare che qualche giorno…

Ci sono tappi e tappi

Ci sono tappi e tappi. Questa mattina, mentre rimuginavo sul sogno di un viaggio in terre silenziose e senza nuvole e facevo colazione e prendevo i biscotti tondi e farinosi e li mettevo in pila e riflettevo sul verbo esimere, non tanto sul significato quanto sulla terza persona singolare del passato remoto – egli/ella esimé…

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