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Quaderni del coprifuoco (1)

Quaderni del coprifuoco (1). Ieri, poco dopo le ventidue, mi sono affacciato al balcone, ho alzato la testa in direzione della Cintura di Orione e ho ascoltato il silenzio nell’aria, ondeggiante come una sagoma di gelatina. Quel silenzio mi parlava. In quale lingua, però, non saprei. Un istante dopo si è avvicinato Marcel Proust, il cane…

Anziani

Anziani. Ci ho pensato un po’, prima di scrivere qualcosa a proposito di questa foto, che ultimamente guardo spesso. Ho riflettuto se fosse il caso di pubblicarla, soprattutto. Fa parte di un album di famiglia. E gli album di famiglia, per come la penso io, non vanno sfogliati in pubblico, è giusto che restino privati….

Compromessi

Compromessi. Mi sembra che il compromesso ideale per salvare sia la scuola che il settore della ristorazione sia quello di trasferire i bar e i ristoranti nelle scuole, e tenerle aperte fino alle 23. Se poi, tra una lezione e l’altra, tra una portata e l’altra, si riesce a incastrare una commedia di Goldoni, un…

Preferisco non rispondere

Preferisco non rispondere. Il mio rapporto con l’assistente digitale va incrinandosi. Stamattina l’ho messo in funzione per sbaglio. La conversazione è andata più o meno così. – Ma vaffanculo.– Non credo di aver capito.– Eh, già mi hai capito.– Preferisco non rispondere.– Allora ciao.– Va bene.

Approfondimento

Approfondimento. Quasi per sbaglio, stamattina, ho acceso la tv. Trasmettevano un programma di approfondimento giornalistico. Il tema del giorno era: “Coprifuochino”. Mi è venuto mal di testa.

Cantanti

Cantanti. Passeggiavo, e all’improvviso dal cantiere di un palazzo in ristrutturazione si è levato alto il canto di un muratore “… e ora le tue labbra puoi spedirle a un indirizzo nuovooo…”. Di rimando si è sentito un urlo “Tocca, o su cantanti, tirami la fune porcabagassa!”.

Malibù

Malibù. Forse erano perfino bei tempi, l’età già adulta ma con residui di immaturità impenitente, quei pomeriggi d’estate che le ore passavano lente e svogliate, e mi ricordo che un giorno d’agosto qualcuno domandò: Dove andiamo stasera? E qualcun altro rispose: Al Malibù. Di rimando, canticchiando, l’altro fece: Malibù, Malibù, ponirì unu diru in cu’.

Il suono delle parole

Il suono delle parole. Se conoscessi le lingue straniere, non tutte, almeno il russo o questa lingua slava che parlano i due che mi stanno di fronte, seduti al tavolino, lei che con voce stridula sembra accusare lui di qualcosa, chissà cosa, e lui zitto e a capo chino, lei che da più di venti…

Sporgenze

Sporgenze. Oh, cornacchiasul ramo secco,essa gracchia.Io, racchio,un po’ mi rompo il cacchio,mi avviticchio edi sottecchiguardo scioccoquel tocco di stecco. Sonnecchio,per non sentirmi vecchio.

Nessun vezzo

Nessun vezzo. A un certo punto lei si è alzata e ha spalancato la finestra. Fuori faceva caldo. Lui era seduto lontano, aveva ancora gli occhiali da sole, nessun vezzo da farsi perdonare.– Perché? – le ha chiesto.Lei ha sollevato appena le spalle.– Rancore – ha detto.– Rancore?– Sì. Rancore.Poi ha fatto una pausa e…

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