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L’uomo che allontanava le nuvole con un sorriso

L’uomo che allontanava le nuvole con un sorriso. Sono passati trentuno anni, da quel ventotto maggio. Non dico che sembri ieri, ma insomma. È che alcuni ricordi hanno un modo di procedere tutto loro. A volte basta un soffio di vento, o un suono ovattato, per recuperarne un’immagine intatta e nitida. Ora che ci ripenso,…

E adesso

E adesso. E adesso questo sole spuntato all’improvviso vorrebbe farmi credere che non pioverà più per il resto della giornata?    

Fischiettare

Fischiettare. Da qualche giorno ho questo brano in testa e lo fischietto tra me e me. Se avete voglia di fischiettarlo anche voi, fate pure. Se invece non avete voglia di fischiettarlo, state ad ascoltare quelli che fischiettano. Se poi non avete nemmeno voglia di ascoltare quelli che fischiettano, beh, aprite la finestra e osservate…

Pausa settembrina

Pausa settembrina. Anche se è già novembre. Che sono passati appena due mesi. E due mesi non sono mica pochi. A settembre una mattina ho preso e mi sono messo a filmare le nuvole. Tutto qui. Poi dopo due mesi, è già novembre.  

Cloud(s)

Cloud(s). Tema: la mia città. La mia città è bella. C’è il mare. La mia città è molto bella. Ci sono gli alberi e gli stronzi. La mia città però è molto più bella della tua città, dove ci sono molti meno alberi e molti più stronzi. E dove non c’è nemmeno il mare. La…

Robusti alberi frondosi

Robusti alberi frondosi. Accendi il telefono. Componi il numero. Spegni il telefono. Riaccendi il telefono. Spegni il telefono. Sospiri. Apri la finestra. Chiudi la finestra. Riapri la finestra. Vai in cucina. Prendi un bicchiere. Bevi un po’ d’acqua. Sciacqui il bicchiere. Rimetti il bicchiere al suo posto. Sospiri. Fai due passi avanti. Fai due passi…

Nuvole tra melograni

Nuvole tra melograni. le ombre dei desideri, i guardiani del domani un racconto del nostro tempo, in malora attraverso la parabola dell’ingiusto non muore, perché nulla muore per sempre, nel rovo di versi che galleggiano pesti, turbolenti fiumi impudenti rami beccuti tra i resti, gioire di noia prima d’assopirsi mostrarsi ingombri, gonfi di livore bestie…

La seconda paura

La seconda paura. Glauco mi chiama di buon mattino. La sua voce al telefono è concitata. – Che c’è? – gli chiedo. – Sto male. – È successo qualcosa di grave? – Sto malissimo. – Calma. Spiegami con calma – gli dico. – Ho fatto un sogno orribile – mi dice lui. – Un sogno?…

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