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Quaderni del coprifuoco (20)

Quaderni del coprifuoco (20). Mi è venuto in mente che c’è stato un periodo che si faceva la colletta per comprare il pallone da calcio, e allora bisognava racimolare mille lire per un San Siro. Il Super Tele costava di meno, ma era leggerissimo, da femmine.

Quaderni del coprifuoco (12)

Quaderni del coprifuoco (12). Ieri mattina ho cercato di spiegare a Marcel Proust chi fosse Paolo Rossi e perché avesse vinto il pallone d’oro nel millenovecentottantadue, quell’anno lì tra i primi diciannove c’erano sei calciatori italiani, e all’epoca desideravo avere i capelli come quelli di Rummenigge e infatti me li pettinavo tirandoli indietro, ma indietro…

Far finta di nulla

Far finta di nulla. Ieri mi è venuta una specie di capogiro, come una vertigine improvvisa, e per un attimo ho pensato “Vuoi vedere che sto perdendo la testa?”. L’immagine della mia testa che di colpo si stacca dal collo, casca per terra, rimbalza e inizia a rotolare sul pavimento, mi ha fatto pensare a…

Ma quando?

Ma quando? Cagliari, autobus, linea 5. La ragazza stringe il telefono in una mano e con l’altra si sistema gli auricolari, li attorciglia, li sbroglia, li attorciglia di nuovo. Un po’ parla sottovoce, un po’ urla. Ogni tanto sbuffa. – Potevamo fare tutto quello che volevamo. Tutto, potevamo fare. E invece sono uscita. Da sola….

Le parole di circostanza

Le parole di circostanza. Credo che sia stato poco prima del pareggio del Cagliari, una cosa che è successa intorno al quarto d’ora del primo tempo, uno scontro tra due calciatori a centrocampo, un’entrata che il difensore dell’Udinese poteva risparmiarsi. In quel preciso istante la signora sessantenne che era seduta davanti a me, e che…

Non parla

Non parla. Oggi che tutti gli fanno gli auguri, mi è venuto in mente che Gigi Riva è uno dei protagonisti di un racconto che ho scritto qualche tempo fa, si intitola “Quelle brave canaglie del cortile accanto“, e è un racconto che è stato pubblicato tre anni fa on line sul sito Futbologia e poi è uscito…

Il mio preferito

Il mio preferito. Non ho mai sognato di fare il calciatore. Ma ho giocato a calcio, come quasi tutti i ragazzi della mia età. Mi piaceva giocare all’ala, più o meno. All’ala destra. Un giorno, non ricordo chi, qualcuno mi si avvicinò e mi disse che, da come mi muovevo in campo e da come…

Cose che ho pensato (sei)

Cose che ho pensato (sei). 36. Una volta ho pensato a quando Arturo si era fidanzato con due fidanzate. Una si chiamava Beatrice, l’altra Giuliana. Le due non si conoscevano e non sospettavano niente. Arturo era sereno, diceva di amarle entrambe. Una volta a Beatrice le aveva detto “Ti voglio sposare”. A Giuliana no, non…

Per fortuna

Per fortuna. Da ragazzo non sognavo di fare il calciatore. Ma ho giocato a calcio, come quasi tutti i ragazzi della mia età. Mi piaceva giocare all’ala. Più o meno. All’ala destra. Un giorno, non ricordo chi, qualcuno mi si avvicinò e mi disse che, da come mi muovevo in campo e da come giocavo,…