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Irragionevole

Irragionevole. L’altra sera non avevo voglia di fare a piedi le scale di casa e così ho chiamato l’ascensore. Ho schiacciato il pulsante, rosso e rotondo, e sono rimasto lì, davanti alla porta, in attesa che l’ascensore arrivasse. Sono rimasto lì per almeno due minuti, un tempo che a un certo punto mi è sembrato…

I colori delle vacanze

I colori delle vacanze. L’altra mattina in giro per la città ho incrociato un gruppo di turisti orientali. Tra loro c’era questa ragazza, aveva un viso dai lineamenti molto dolci, era vestita di bianco e indossava un cappellino grazioso e delle scarpe di tela azzurrine. A un certo punto ha tossito forte, ha scatarrato con…

Dieci minuti

Dieci minuti. – Dunque ha deciso? – gli chiede l’agente di viaggi. Raffaele fa un mezzo sorriso e per tutta risposta indica un depliant di foto poggiato sulla scrivania. L’agente di viaggi ne prende atto e inizia a digitare sulla tastiera del computer. Raffaele sembra noncurante, si volta e guarda la vetrina illuminata. Dieci minuti…

Semafori

Semafori. Stamattina, a un certo punto, mentre camminavo per strada ed ero distratto da alcuni pensieri semplici ma circolari, ho attraversato un incrocio e solo all’ultimo istante mi sono accorto che il semaforo era rosso, e allora un tizio che guidava una jeep, un tizio con dei grandi occhiali e scuri e una pipa in…

Come ho fatto?

Come ho fatto? Ieri pioveva. L’avevano detto, che sarebbe piovuto. Quando sono uscito di casa senza ombrello ho pensato: Ma no, vedrai che non piove. Invece, a un certo punto, ha iniziato a piovere. La pioggia mi bagnava il cappotto e gli occhiali. Siccome pioveva sempre più forte, mi sono riparato sotto un balcone e…

Cose che ho pensato (ventisei)

Cose che ho pensato (ventisei). 146. Una volta ho pensato di raccontare quel sogno in cui io e Davide Sanna, il mio amico musicista che vive a Londra, dovevamo suonare per un boss mafioso a New York. Ci trovavamo in un hotel di lusso e indossavamo vestiti molto eleganti. Dal soffitto del teatro pendevano enormi lampadari di…

Cose che ho pensato (venticinque)

Cose che ho pensato (venticinque). 141. Una volta ho pensato di guardarmi la pancia per vedere come cresceva la lanugine nell’ombelico. Ero convinto di poter fare chiarezza su uno dei grandi misteri della vita. Avevo trascorso la giornata a guardarmi la pancia, dalle otto del mattino alle otto di sera. Il giorno dopo avevo un’ernia cervicale…

Mi sono spaventato

Mi sono spaventato. All’improvviso mi sono spaventato. Uno spavento brutto. Di quelli da farsela sotto. Poi è passato. Finito tutto. Però, insomma, che spavento.   nella foto, rosso        

Fiori, ombrelli e suonatori

Fiori, ombrelli e suonatori. Sono uscito da casa con un ombrello rosso. Poi, una volta aperto, l’ombrello è diventato grigio. Non mi piaceva, cosicché l’ho regalato a un tizio che vende fiori, giù all’angolo della strada. Ora son bagnato fradicio. Ma me la fischio come un suonatore di valzer.