Lurido Tempo, oggi.

Mi sono alzato alle cinque del mattino.
Mi sono lavato, vestito, profumato.
Alle sei ero già fuori da casa.
E m’è venuto in mente un pensiero.
“Che rottura di coglioni”, ho pensato.

È buio quando monto in macchina, alle sei.
E dentro l’auto mi vengono in mente solo pensieri neutri.
Forse è per via del freddo. Fa freddo alle sei.
Certe volte fa molto freddo.

Per non annoiarmi, mentre sto in auto e guido, accendo la radio e ascolto il primo notiziario.
Nel frattempo gorgheggio.
Ascolto la radio e gorgheggio.

Ba-ba-ba-ba-ba-ba. A voce bassa.
Ba-ba-ba-ba-ba-ba. A voce più alta.
Ba-be-bi-bo-bu-ma-me-mi-mo-mu. A voce alta.

Ma-me-mi-mo-mu-mu-mo-mi-me-ma.
Ma-me-mi-mo-mu-mu-mo-mi-me-ma.
Ma-me-mi-mo-mu-mu-mo-mi-me-ma.

Vado avanti così per un po’.

I semafori rossi mi rendono nervoso.
M’innervosisco se un’automobile mi si affianca.
Stringo il cambio e guardo di lato con la coda dell’occhio.

Al volante c’è un ragazzo.
Dove cazzo vai, a quest’ora, eh?
Lui manco mi guarda.
Stai tornando a casa? A quest’ora?
Do un po’ di gas. Schiaccio la frizione.
Lui niente.
Ma va’, va’.
Va’ che è verde.

Ma-me-mi-mo-mu-mu-mo-mi-me-ma.
Ma-me-mi-mo-mu-mu-mo-mi-me-ma.
Ma-me-mi-mo-mu-mu-mo-mi-me-ma.

Al bar, alle sei del mattino.
Un cappuccino. Una pasta alla marmellata.
La tizia che mi serve il cappuccino è una testa di cazzo.
Su questo non ci piove.
Non la conosco. Ma è una testa di cazzo. Sicuro.

Clicca e condividi, se ti va. Grazie!
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One Response to Un Capitolo (1)

  1. Sharon ha detto:

    cool!

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