Un matto di Cagliari

Un matto di Cagliari. Uno era emigrato per qualche mese in Germania negli anni sessanta. Di quell’esperienza raccontava solo che era stato a Berlino e aveva saltato il muro, passando alla parte orientale, perché lui voleva vivere in un regime socialista, diceva. Era stato arrestato e dopo pochi giorni espulso, raccontava. “Avevano ragione loro”, diceva,…

Mi sa di no

Mi sa di no. Squilla il telefono. – Pronto? – dice una voce maschile. – Sì. Pronto – dico. – Michela? – … – Non sei Michela? – Mi sa di no. – Ah. Ho sbagliato numero. Clic.  

Mescolamenti

Mescolamenti. Mi sembra di aver sognato un sogno in cui il mondo era un’esuberante giostra di percezioni, profumi e mescolamenti di sensi. Poi però, a un certo punto, è saltato fuori qualcuno che mi accusava di aver fatto fuori George Harrison. E lì non ci ho visto più, mi è venuto un giramento di coglioni….

Romanticherie

Romanticherie. Cagliari, Bastione Saint Remy. Arrivano gli sposi con codazzo di fotografi. Lui in abito scuro, lei in bianco, un ampio spacco laterale e strascico lungo due metri. Lui la prende in braccio, e subito parte una mitragliata di scatti. Lui sorride, la guarda e fa una mezza giravolta. Lei gli butta le braccia al…

Non sono sottigliezze

Non sono sottigliezze. Ieri sono entrato in una tabaccheria e ho chiesto una confezione di minerva. Il tizio dietro il bancone mi ha guardato come se avessi un calamaro al posto del naso. Poi si è allontanato un attimo e si è messo a frugare in qualche scaffale. Quando è riapparso aveva con sé una scatoletta…

Bob Dylan, eccetera eccetera

Bob Dylan, eccetera eccetera. Questa è una cosa che ho scritto a ottobre dell’anno scorso, qualche giorno dopo l’assegnazione del Premio Nobel a Bob Dylan. Siccome oggi è il compleanno di Bob Dylan, mi sembra ci stia proprio bene, qui. Il critico letterario britannico Christopher Ricks qualche tempo fa ha detto: “Non siamo noi a…

La pace nel mondo

La pace nel mondo. Mi sembra di aver sognato un sogno in cui portavo la pace nel mondo e tutti i capi di Stato mi regalavano casse di muggini e gamberoni, e poi liberalizzavo la cannabis e al tramonto al posto del sole c’era una boccia di pesci rossi.  

Minuti interi

Minuti interi. Conoscevo un tizio che abitava al piano terra di un vecchio palazzo, ci abitava da più mezzo secolo, così diceva. Di tanto in tanto si affacciava alla finestra e si metteva a guardare il cielo. Restava così per dei minuti interi. Diceva che a guardare in alto, intensamente, senza mai staccare gli occhi…

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