Il genio dell’inerzia (2)

Il genio dell’inerzia (2). (segue da Il genio dell’inerzia) q. Le lettere che compongono l’alfabeto italiano sono 26. No, dice A., sono 25. No, dico io, sono 26. No, dice lei. Scommettiamo?, dico io. No, dice lei, ho ragione e basta. r. Non ti sopporto. Non ti sopporto quando fai così, le dico. Intanto ho…

Cose che ho pensato (ventuno)

Cose che ho pensato (ventuno). 121. Una volta ho pensato di essere un pilota di formula uno. Il giorno dopo ho buttato giù un palo mentre facevo retromarcia con la macchina di Arturo. 122. Una volta ho pensato di essere un maglione di lana fatto a mano. Avrei voluto essere indossato da Scarlett Johansson. Invece…

Poetto settembrino

Poetto settembrino. Quinta fermata, coppia sui trenta, arrivano carichi di zaini, sdraio e borsa frigo. In spiaggia si sta belli larghi, a metà settembre. Trovi un bagnante ogni quindici metri. Come se esistesse una regola, non codificata ma insita nel senso comune, ognuno rispetta una distanza minima, in spiaggia a metà settembre. Ognuno tranne loro due,…

Parti ghei.

Parti ghei. Cagliari, linea 1 CTM, metà mattina. – Oh Gino. – Eh. – Custa grisi. – Eh. – Custa grisi s’ari arrovinau. – Colpa dell’euro. – Ci poris contai. – E deu? A sa pensioni candu ci arribu deu? Mai. – Non ci arribasa oh Gino. – Tutti a dare la colpa a Berlusconi. Ma…

La telefonata delle 15.10

La telefonata delle 15.10. Rispondo al quarto squillo. – Pronto? – Sì, pronto, chi parla? – No. Chi parla lo dico io. Chi è lei e perché mi sta chiamando? – Pronto? Qui è l’Autorità per l’Energia Elettrica nazionale. – E ‘sti cazzi. – Come? Mi sente? – La sento, la sento. – Per piacere,…

Cose che ho pensato (venti)

Cose che ho pensato (venti). 116. Una volta ho pensato all’intervista che un banchiere italiano, “l’uomo del cerchio sulla sabbia” (sic), ha rilasciato di recente a un quotidiano sardo. Quest’uomo dice, tra l’altro, «La Sardegna è un po’ la mia seconda terra. Ho casa a Porto Rotondo e quando ho cominciato ad andare in vacanza,…

Fuori luogo

Fuori luogo. Il me scrivente è simile al pesce pescatosi e al sé pescante. Se esiste qualcosa per cui valga la pena scrivere, questa cosa è la totalità dello scrittore scrittosi. E non sembri una congettura fuori luogo. Ognuno è dentro luogo. Chi non ha luogo resta indefinito, alla periferia dell’identità.      

Cose che ho pensato (diciannove)

Cose che ho pensato (diciannove). 111. Una volta ho pensato di essere Zorro e di andare in giro per Cagliari a fare il segno della Z sulla pancia delle persone cattive. 112. Una volta ho pensato di vivere negli anni cinquanta e di emigrare in Australia. 113. Una volta ho pensato che ci sono alcune…

Storia breve della letteratura dell’autostima

Storia breve della letteratura dell’autostima. Il mio nome è Cristoforo Retino e ogni giorno scrivo una lettera d’amore all’amore mio. Ogni mattina prendo un foglio bianco, formato A4, lo piego in due, in modo che possa scrivere su quattro lati, mi siedo alla scrivania, afferro la penna, un roller a inchiostro liquido, nero, punta 0.5, e…

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