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Carteggi (11)

Carteggi (11). Ciao, quanti anni sono passati dall’ultima volta che ci siamo incontrati? Dieci? Nove? Dodici? Non me lo ricordo più. Forse ti sembrerà strano ma ormai la mia memoria è andata. Trovo una difficoltà enorme nel cercare di mettere a fuoco il mio passato. Non tutto il mio passato, s’intende. Alcuni episodi hanno contorni…

Giorno 29

Giorno 29. Dal diario di H., scritto un mese prima della sua partenza per Cuba. Zurigo, pensione Josephine.Oggi è il 29 giugno 1997. Sono le 7.50.Stanotte ho sognato di svegliarmi in una città orientale, forse giapponese, forse coreana, forse no. Le strade brulicavano di auto nere e affusolate. Le persone indossavano una specie di divisa,…

Giorno 28

Giorno 28. Mentre me ne stavo seduto a guardare la pioggia e a pensare a che cosa mi sarebbe potuto accadere se avessi deciso di fare il ragioniere o il prete o il pescatore di polpi, mi sono ricordato di aggiungere una postilla al Breve Trattato Sulle Motivazioni (qui). Una volta, all’epoca ero un ragazzino…

Giorno 27

Giorno 27. Forse è giunto il momento di scrivere un Manifesto. Un Manifesto che si rispetti deve esporre obiettivi e concetti di una corrente. Quindi, prima di scrivere un Manifesto, occorre stabilire il tipo di corrente. Il tipo di corrente va dichiarata e sciorinata all’interno di una serie di notazioni e teorie che a loro…

Giorno 26

Giorno 26. – Andiamo – dico. E subito montiamo in auto con Lilla e Orazio. Orazio ingrana la prima e parte a razzo, un inizio molto promettente, ma nessuno di noi saprebbe precisare da quale punto di vista. Lilla è seduta davanti. La sua borsa fluttua da un’estremità all’altra del cruscotto. Nel sedile di dietro…

Giorno 25

Giorno 25. Credo di aver sognato un sogno che all’inizio non sembrava nemmeno un sogno. Poi invece si è capito che era proprio un sogno. Mi sono dimenticato com’è che si sviluppava, però da qualche parte c’era Charlie Parker che sfasciava a gomitate un pianoforte. Al risveglio ho composto una poesia che non mi sento…

Giorno 24

Giorno 24. La sera del 15 febbraio del 1990 faceva freddo. Sei gradi, non uno di più, non uno di meno. I termosifoni erano già spenti e non c’era più nessuno nell’ufficio, a parte te. Ti sei avvicinato alla finestra e hai guardato verso l’orizzonte. Ti sei soffermato sulle sagome delle navi in rada, sui…

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