Da dove arrivano le parole

Da dove arrivano le parole. C’è una parola che da ieri pomeriggio mi risuona nella testa, e questa parola è ghiliffo, una parola che un tempo era abbastanza comune nello slang cagliaritano, non so se sia ancora in uso, magari in qualche quartiere è rimasta in voga, la usavano i ragazzi, ma anche i meno…

Diventa come sei

Diventa come sei. Poi è passato uno che non conosco, non l’ho mai visto, non so nemmeno come si chiama, uno sulla quarantina con gli occhiali scuri e la testa squadrata, una specie di cubo con i capelli radi, l’ho sentito che parlava a voce alta al telefono di cose sue, di cose che non…

In cagnesco

In cagnesco. L’altro giorno tirava vento. All’inizio non sembrava forte, poi ha rinforzato. E mentre rinforzava mi è sembrato che la gente mi guardasse un po’ in cagnesco. Infatti a un certo punto mi si è avvicinato questo tizio dalla faccia cagnesca e mi ha detto “Ma non la sente questa corrente? Ci sono porte…

Una tazza di tè

Una tazza di tè. Nives è seduta sul divano. Ha i capelli raccolti in una coda alta e si accarezza il vestito acquamarina. Goffredo è in piedi, sorseggia del tè verde e la guarda con espressione neutra. – Mi faccio sempre le domande sbagliate – dice lei.– E le risposte? Come sono le risposte? –…

Carteggi (21)

Carteggi (21). Ciao,ti assicuro che è stato un incidente, spiacevole quanto vuoi, ma soltanto un incidente. Per me, dunque, è un discorso chiuso. Ne abbiamo discusso fin troppo. Ne abbiamo discusso anche la settimana scorsa, se non ricordo male. Ti chiedo, allora: perché continuare a discuterne? Un incidente, per quanto seccante e inopportuno, è pur…

Il bazar del risentimento

Il bazar del risentimento. La tua storia non sta in piedi, fa acqua da tutte le parti: così gli dicevano. E lui era d’accordo, ma fino a un certo punto. Le storie, pensava lui, hanno quasi sempre un difetto, se a raccontarle sono i protagonisti. Sanno di sentimenti intangibili, pianti, sorrisi e troppa creatività. Eppure…

Sporadici cataclismi

Sporadici cataclismi. “Molti dei compagni di scuola di Gyuri erano morti, per cui il primo appello, quando ricominciò la scuola, fu alquanto tetro. Purtroppo nessuno degli insegnanti ci aveva lasciato la pelle, e questo era irritante. In particolare, Gyuri aveva nutrito l’ardente speranza che Vágvölgyi venisse centrato in pieno dall’artiglieria russa o da un bombardiere americano,…

Apprendisti etologi

Apprendisti etologi. Sdraiarsi in spiaggiachiudere gli occhiLuigiiii custodi cellulari vetrini cellularil’ho bloccata non la voglio più sentire oggi saldiun euro per mangiare Luigiiiiibellissimi vestitimatrimoniali cinque eurosciugamani prego uno cinque euro due dieci euroè una stronza non la sopporto più roba bella Luigiiiiil’ho bloccata dappertutto collane bracciali prego Laura non c’è mi ha portato a casa suaciapa lì ciapa làcome viene se ne vanon…

Come spiegarlo

Come spiegarlo. Poco fa, mentre camminavo e leggevo alcuni messaggi inviati sul telefono, ho sentito una voce alle mie spalle. “Mi scusi”, ha detto. Al che mi sono voltato e ho detto “Mi dica”. Be’, non saprei come spiegarlo ma alle mie spalle non c’era proprio nessuno. 

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