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La spesa

La spesa. Fermata dell’autobus. La donna, sulla trentina, riceve una telefonata. Risponde. Chiamata in viva voce. All’altro capo della linea c’è un uomo. – E allora? – dice – Che cosa ti ha detto? – Allora. Ha detto che tu sei un pezzo di merda. Che vuoi far impazzire tua mamma. Che le hai rovinato…

Stronzate

Stronzate. “Le stronzate sono inevitabili ogni volta che le circostanze obbligano qualcuno a parlare senza sapere di cosa sta parlando. Pertanto la produzione di stronzate è stimolata ogniqualvolta gli obblighi o le opportunità di parlare di un certo argomento eccedono le conoscenze che il parlante ha dei fatti rilevanti attorno a quell’argomento. Questa discrepanza è…

Devo ricordarmi (2)

Devo ricordarmi (2). Una delle cose di cui devo ricordarmi è raccontare la storia di Fidelkennedy, nome d’arte di un filosofo utopista di Sant’Andrea che fino a qualche anno fa viveva in una casa abusiva nelle campagne di San Priamo, insieme alle sue due mogli e ai suoi sette figli. Fidelkennedy era un seguace del…

Mi è saltato di nuovo in mente

Mi è saltato di nuovo in mente. Con tutte le voci brutte che si sentono in giro, con tutte le facce brutte che si vedono in giro, con tutte le schifezze brutte che si toccano in giro, con tutti i sogni brutti che si sognano in giro, con tutte le immagini brutte che si immaginano…

Avanti e indietro

Avanti e indietro. Lo guardavo strano, Fausto. Ma dopotutto lui era Fausto. E tutti lo guardavano strano. Fausto che faceva avanti e indietro, da un molo all’altro. Fausto era alto, timido e molto serio. Il viso lungo, gli occhi color del cielo, una piccola macchia viola sul mento. Fausto lo incontravo al porto. Lui camminava,…

Carteggi (29)

Carteggi (29). Ti scrivo perché ho necessità di raccontarti un paio di cose, non proprio un paio, più di un paio, almeno quattro o cinque, diciamo cinque, per essere precisi. Tieni tu il conto, mi fido. Qui fa molto freddo. Ho acceso la stufa ma dopo venti minuti si è rotta. Non so che cosa…

Carteggi (28)

Carteggi (28). Ciao,scusa se vado a capo. Mancherebbe il punto, questa è l’incongruenza. Si va a capo dopo un punto, in genere. All’inizio di una riga. Della riga successiva. Ma non importa. Come ben sai, ci sono discorsi che non possono subire interruzioni. Tutto deve filare liscio sullo stesso paragrafo, in genere. Oggi è l’onomastico…

Sfide (4)

Sfide (4). Nel lento pascolare del tempo che sovrasta i giorni di festa, osservo il cielo grigio, un manto cupo che incombe sui ritmi pigri, modulati dal silenzio dei volti intorpiditi, da guazzetti di pensieri sospesi come asceti sul pendio dell’uggia dicembrina. Oltre l’orizzonte inanimato, timidi squarci di luce svelano voli di gabbiani. Danzano, sospinti…

Fiore

Fiore. Lei e lui, entrambi sulla settantina, sono seduti al tavolino del bar e discutono dell’età di Alvaro Vitali mentre in sottofondo parte la musica di “Der Kommissar” di Falco. – Ma quanti anni avrà?– Alvaro Vitali?– Eh. – Ih, più di ottanta. – E cittirì. – Aspe’ un attimo. Prende il telefono.– Google, quanti…

Sfide (3)

Sfide (3). – Aspetta un attimo.– Aspetta cosa?– Aspetta, aspetta.– Sta per succedere qualcosa?– Aspetta, ti ho detto.– Ma aspettiamo e basta?– Tu aspetta.– E poi?– Intanto aspetta. Poi vedremo.– Aspettare così, senza senso, non mi va.– Ci vuole un minuto, aspetta – Il minuto è passato.– Hai sentito?– Sentito cosa?– Niente, è solo pugilato…

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