Riconoscersi

Riconoscersi. Forse voleva soltanto suggerirmi di fare attenzione all’incrocio, o forse voleva semplicemente salutare qualcuno, non lo so, fatto sta che quando ho sentito suonare il clacson e mi sono voltato e ho visto la faccia del tizio al volante del camioncino, senza pensarci un istante gli ho detto Ohconchegazzu. Lui mi ha guardato e…

Sgabbianare

Sgabbianare. Nel cielo azzurro, molto azzurro, ho visto volare un gabbiano. Uno solo, volteggiava nella vastità di un azzurro che sembrava sconfinato. Era un gabbiano solitario e volava sgabbianando come fanno i gabbiani. E strillava versi striduli, proprio come fanno i gabbiani. Ma il suo garrito era diverso. Sembrava un lamento ragionato, sintonizzato su una…

Salvato (anche quest’anno)

Salvato (anche quest’anno). Giugno, 1980.Ieri sera in sala prove, mentre preparavamo i pezzi che suoneremo tra qualche giorno alla festa al circolo degli ex marinai, una serata che abbiamo organizzato per un gruppo di anziani, qualche parente e un pugno di militari in pensione, mentre buttavamo giù la scaletta dei pezzi, un po’ di Lucio…

E continuano a chiamarla estate

E continuano a chiamarla estate. Mentre aspettavo l’autobus, alla pensilina si è fermato un uomo sulla cinquantina, occhiali da sole, cappellino bianco e maglietta polo azzurro sbiadito. Questo viaggio è un calvario, mi ha detto. Ma io non ci torno a casa da quella bagassa. No, no.Poi si è allontanato a piedi e si è…

Non sembra proprio

Non sembra proprio. L’altro giorno, mentre cercavo di aprire una sedia a rotelle, credo di essermi rotto una falangetta. Non sembra proprio, uno non le darebbe un centesimo, alla falangetta, piccola com’è, però fa male.

Molto macchiato

Molto macchiato. Il bar, in una via del quartiere di Is Mirrionis, è arredato con quadri, fregi e sculture che strizzano l’occhio all’art nouveau. I tavolini sono tondi e ci sono anche degli sgabelli. Dietro il bancone, un uomo sui trent’anni, occhiali e baffi a pennetta, armeggia con la macchina del caffè. Davanti a lui…

Carteggi (17)

Carteggi (17). Ciao, ti scrivo dalla terrazza di una locanda che ho trovato ieri notte lungo la strada per raggiungere il confine. Alle mie spalle c’è il mare; davanti, una vallata deserta. Sorseggio un caffè amarissimo e ho l’impressione che non riuscirò a smettere di fumare. Adesso il sole è già alto, fa caldo e…

Le tre cose

Le tre cose. Ci sono soprattutto tre cose che mi danno fastidio, molto fastidio, fastidio fisico.La prima è mordere o masticare lo stecchetto di legno del gelato. Rabbrividisco, sto male. Infatti non lo mordo mai, lo stecchetto.La seconda è mordere o masticare la carta stagnola. Rabbrividisco, sto male. Infatti non la mastico mai, la carta…

Ostilità

Ostilità. La pianta del rosmarino è morta.La pianta della salvia è morta.Dr. John è morto.Leon Redbone è morto.Ho fatto sette starnuti di fila.Oggi la realtà non potrebbe sembrarmi più ostile.

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