Di nomi e di fatti

Di nomi e di fatti. L’altra sera, mentre camminavo e pensavo ai fatti miei, ho incontrato un tizio che conosco, si chiama Giacomo, e quando l’ho salutato gli ho detto “Ciao Carlo”. Dopo un po’ ci ho ripensato e solo allora mi sono reso conto di averlo chiamato Carlo, anziché Giacomo. Fatto sta che a…

Si può sapere?

Si può sapere? Poco fa ho sentito un tizio che urlava al telefono e diceva: – Perché ti ho telefonato? Eh? Si può sapere che cazzo voglio da te? Eh?    

Realtà aumentata

Realtà aumentata. Questa mattina camminavo per strada e a un certo punto mi sono imbattuto in due vecchi telefoni da ufficio, qualcuno li aveva buttati sul marciapiede a fianco ai cassonetti della spazzatura. Erano quel genere di telefoni che si usavano una ventina d’anni fa, dovevano aver vissuto una vita intensa, almeno così mi è…

Nel contempo

Nel contempo. Stamattina ho visto una tizia a bordo di un’auto enorme con le ruote che arrivavano più o meno all’altezza del torace che faceva manovra per uscire dal parcheggio mentre si controllava il trucco nello specchietto retrovisore e contemporaneamente cercava di allacciarsi la cintura di sicurezza tenendo il telefono tra l’orecchio e la spalla….

Hamburger

Hamburger. Se ho sentito bene, purtroppo non mi posso avvicinare più di tanto, lui con un tono un po’ spazientito le avrebbe detto “Ma perché non hai sceso gli hamburger dal freezer?”.  

Aggratis

Aggratis. Cagliari, sabato scorso, ore 20, zona via Garibaldi. Negoziante sull’uscio, a rimirar pozzanghere e a commentare. – Non puoi capire. Unu casinu! Ha fatto una bombata d’acqua. Su negoziu pren’e genti. Ci fianta cincanta personas! No anti comprau nudda. Si funti arriparaus aggratis. Sa prossima borta du scisi itta fazzu? Serru a crai.  

Stai tranquillo

Stai tranquillo. Mattina, autobus, linea 5. Circa quarantenne, bionda ossigenata, sovrappeso ben oltre i limiti, canottiera e pantacollant a vita bassa neri, lei è appena salita dal lato uscita, ha gettato la borsa sul sedile e adesso parla a voce alta reggendo il telefono tra spalla e orecchio. – Eia… Tranquillo… Stai tranquillo… Sto arrivando……

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