Appunti (9).

41.
Domenica scorsa sono andato all’assemblea di “Cambiare si può”, a Cagliari. Ero stato invitato qualche giorno prima; i promotori mi avevano chiesto un intervento. Inizialmente ero restio, non sono abituato a parlare nelle assemblee politiche, anzi, mi sa che non l’avevo mai fatto, prima di domenica scorsa. Ma questa era una “cosa diversa”, così ci sono andato, ho parlato. Non m’ero preparato nulla, giusto qualche appunto. E sono intervenuto un po’ a braccio, come si dice. A ogni modo, non è che sia riuscito a fare un bell’intervento, nella politica ci sguazzo pochissimo e malissimo.
Ho iniziato a parlare di quando la sinistra era veramente sinistra, o almeno mi pareva, negli anni ’70 e agli inizi degli anni ’80, di quando il compagno Dino Cocco spiegava, a noi ragazzi di sedici anni senza alcuna esperienza politica, i concetti di uguaglianza, di libertà e di lotta.
Domenica avrei continuato a parlare di queste cose, di questi ricordi, ma il tempo a disposizione era contingentato, dovevo arrivare al cuore dell’argomento, così ho cambiato discorso, ho cominciato a parlare di comunicazione e di informazione, mi son messo a raccontare di quanto sia complicata, e per certi versi drammatica, la situazione nel settore del giornalismo, oggi, in particolare in Sardegna. Ho anche parlato dello sciopero dei giornalisti dell’Unione Sarda. E quando ho nominato L’Unione Sarda alcuni hanno protestato, non molti, soltanto alcuni. E insomma. Nemmeno a me piace la linea editoriale del giornale, fa schifo e tutto il resto, ma protestare e prendersela con i giornalisti del comitato di redazione ha poco senso. Le minacce di un padrone nei confronti di un organismo sindacale vanno sempre condannate. Credo che ogni buon movimento di sinistra abbia il dovere di schierarsi sempre dalla parte del più debole, in questo caso dei giornalisti, anche quando ti verrebbe voglia di dirgliene tre o quattro, a quei giornalisti, non a quelli del sindacato, agli altri, a quelli che se ne vanno in giro con un rigagnolo di besciamella al posto della spina dorsale.
Vabbe’. C’ho anche ripensato, dopo, a quello che era successo. Per provare a interpretare il senso di quella contestazione. Ma non lo so. Certe cose, o si capiscono o non si capiscono.
Però la prossima volta che devo fare un intervento, quasi quasi me lo scrivo prima.

42.
So poche cose, e tra queste poche cose ce ne sono alcune che riguardano la musica.
Oggi, a un certo punto, mi son messo a suonare la chitarra, e ho pensato che mi piace moltissimo mettermi a suonare la chitarra quando la chitarra ha voglia di essere suonata.
Non sempre accade, qualche volta la chitarra non ha proprio voglia di essere suonata. E si capisce, si percepisce, quando non ne ha voglia.
Ecco, questa è delle poche cose che so, circa la musica e gli strumenti per suonarla.

43.
Che i giornalisti debbano fare autocritica, mi sembra il minimo.
Ah. D’accordo. Il punto 41. è già stato archiviato. Inutile insistere.

44.
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come si esce da questa situazione

45.
Domani, mercoledì 19, alle ore 19, insieme agli altri autori della raccolta antologica La cella di Gaudì. Storie di galeotti e di scrittori” (Arkadia, 2012) sarò allo spazio del Cinema Odissea, in viale Trieste 84, a Cagliari, per presentare il libro.
Sarà un bel momento per riflettere anche sulla situazione carceraria.

Venerdì 21, alle ore 18, insieme a tante altre persone, sarò invece al Chiostro di San Domenico, a Cagliari, per il “DonkeyShouts Festival“, terza edizione, una serata di letture, conversazioni in musica, più una mostra fotografica dedicate a Paolo Putzu.
Organizza l’associazione culturale Don Chisciotte.

Venerdì 28, alle ore 19, al Castello Villasanta, a Sanluri, sono invece ospite di “Dautore“, rassegna organizzata da Kuntra.
Con Marzia Piga parleremo di “Dettagli di un sorriso. Le suggestioni sonore della serata portano la firma di Fabio Carta.
Gli altri protagonisti della rassegna sono i Primochef del Cosmo e Flavio Soriga, il 26 dicembre, alla Biblioteca comunale di Villanovaforru e, il giorno seguente, giovedì 27 dicembre, al Teatro comunale di Serrenti, i Diverting Duo e le Lilies on Mars.

Infine, fino al prossimo 4 gennaio, alla Libreria Murru, in via San Benedetto, a Cagliari, è possibile visitare la mostra “Instagrammi“.
Sono esposte foto mie (alcune sono qui) e di Sabina Murru.
Le foto di Sabina sono molto più belle delle mie, ma io, nelle mie, ci ho versato sopra un po’ di moscato e scaglie di cioccolato fondente.
Insomma, un certo appeal, adesso, ce l’hanno.

 

dettaglidiunsorriso coverestesa senza alette

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4 Responses to Appunti (9)

  1. Antonello Vinci ha detto:

    Bravo, mi è piaciuto questo tuo intervento. Mi ha commosso che tu abbia ricordato Dino Cocco. Importante anche per me quando ero giovane e inconsapevole. Che incontro straordinario. Ps: mi pare che voi foste anche vicini di casa…

  2. massimo lavena ha detto:

    è un problema di puresciori, Gianni, e spesso si risolve acquattandosi quatti quatti nell’acquitrino acquiescente, acquistando acquaticità quantistica e facendo cucù a chi ti attende con una pistola in mano, magari così, solo per scoprire che era un quaquaraquà! ed ogni riferimento a Valdo ….

    • Gianni ha detto:

      😀 Mi sa che hai proprio ragione tu, Massimo!
      L’immagine di Valdo nella palude è la metafora dello stato dell’informazione, oggi, qui, e non solo qui.
      Grazie! Buonefeste!
      G

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