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In modo approssimativo

In modo approssimativo. Cagliari, mattina, lungomare del porto.Una coppia come tante, lui e lei, sulla ventina o poco più, camminano tenendosi per mano, si sorridono.A un certo punto lei si ferma, si solleva la maglia e mostra la pancia al ragazzo.– Dimmi la verità: sono molto grassa?Lui la guarda con un’espressione neutra.– Sei obesa –…

Essere pronti

Essere pronti. Cagliari, mattina, interno bar.Lei, dietro il bancone, armeggia con lo strofinaccio, sistema tazzine, piattini e cucchiaini. Lui, corporatura massiccia e occhiali a specchio, è seduto al tavolino, legge il giornale, sorseggia un caffè e commenta le notizie.– C’è molto spagheggio? – dice lei.– Eh. Scrivono che è sbarcato anche qui. Emmo’ sono cazzi.–…

Inverosimile

Inverosimile. Il declino, il declino vero, delimitato dalle angosce entro le quali soggiorna e si abbruttisce l’uomo moderno, ha avuto inizio nel momento in cui le caffetterie e i bar, quelli con i banconi di mescita in alluminio, unti e rigati fino all’inverosimile, sui quali si servivano ettolitri di vermouth, vini spunti e biciclette, si…

Utopia degli spazi

Utopia degli spazi. L’altra mattina, mentre attraversavo sulle strisce pedonali, a momenti un’auto mi metteva sotto, si è fermata a mezzo metro dalle mie gambe producendo un rumore fastidioso in frenata. Alla guida c’era un frate francescano, il saio marrone, il cranio pelato e la barba lunga e grigia. Mi ha guardato e mi ha…

Ragguardevole

Ragguardevole. Questa cosa l’ho già scritta quasi un anno fa ma la scrivo anche oggi che sono 113 anni che il poeta è morto.Per l’esame di seconda elementare, io, che quando ho frequentato le scuole elementari si dava ancora l’esame per passare dalla seconda alla terza, avevo studiato a memoria la poesia San Martino, una…

Irragionevole

Irragionevole. L’altra sera non avevo voglia di fare a piedi le scale di casa e così ho chiamato l’ascensore. Ho schiacciato il pulsante, rosso e rotondo, e sono rimasto lì, davanti alla porta, in attesa che l’ascensore arrivasse. Sono rimasto lì per almeno due minuti, un tempo che a un certo punto mi è sembrato…

Vetroresina

Vetroresina. “So sing your praise of progress and of the Doom Machine,The naked truth is still taboo whenever it can be seen.Lady Luck, who shines on me, will tell you where I’m at,I hate myself for lovin’ you, but I should get over that”. DirgeBob Dylan Copyright © 1973 by Ram’s Horn Music; renewed 2001…

Fatta su misura

Fatta su misura. Il particolare dei capelli rossi mi ha colpito. Sembra proprio una descrizione fatta su misura. Come tante altre meschinità, d’altro canto. Ruffiano s. m. (f. –a) [prob. lat. *rufianus «dai capelli rossi», der. di rufus «rosso», usato dapprima come soprannome]. – 1. Chi, per denaro o altro compenso o interesse personale, agevola gli amori altrui.(Dal Vocabolario on line della…

E questo mi dispiace

E questo mi dispiace. “You’ll never know the hurt I suffered nor the pain I rise aboveAnd I’ll never know the same about you, your holiness or your kind of loveAnd it makes me feel so sorry Idiot wind, blowing through the buttons of our coatsBlowing through the letters that we wroteIdiot wind, blowing through…