“Dettagli di un sorriso”

“Dettagli di un sorriso”.

Mi perdonerà il titolare di questo sito, se faccio un po’ di pubblicità al mio nuovo libro.

“Un bolide nero, cerchi cromati, fanali a scomparsa”, nell’afa di un pomeriggio estivo, si ferma davanti a una stazione di servizio in disuso, sulla SS 131. In sottofondo alcune note di un “blues al mercurio”, veloce e ritmato: a bordo, una vecchia conoscenza e due sorprese.

Inizia così, nella raggelante atmosfera di una road novel estrema, Dettagli di un sorriso, ultima fatica del cagliaritano Gianni Zanata.

Come uno di quei sogni cattivi, quelli che ritornano e ti svegliano nel cuore della notte, Valdo Norman è di nuovo tra noi: è tornato, trasformato ma solo in parte, riconoscibile ma solo in una certa misura, come tutti quelli che hanno qualcosa da nascondere.

Un lungo flashback, che è la quasi totalità del libro e l’intero svolgimento della storia, ci illustra – in un percorso trapunto di località sarde, losche personalità, fabbriche dismesse e riferimenti rock – in che modo Valdo sia arrivato in quella stazione di servizio, e insieme a chi.

Con lo sguardo indagatore del cronista, la giusta cattiveria e un solido tasso di ironia, Zanata ci regala un affresco spietato e nero, e insieme sorridente, di una tranquilla e sorniona città affacciata sul più bel mare che c’è. Là dove anche la morte è solo “musica e tamburi”, e uno sguardo di donna.

Dettagli di un sorriso (Quarup, 2012)
in libreria dal 27 novembre

 

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