I semi della conoscenza.

Questa mattina, ero già sveglio da un po’, sono andato in cucina e prima di fare colazione ho bevuto due bicchieri d’acqua. Mi sono affacciato alla finestra e ho guardato il cielo, l’aria era tersa, non c’era neanche una nuvola. Poi ho guardato gli alberi ancora spogli e un gabbiano che volteggiava. Anzi, due gabbiani che volteggiavano. In lontananza si sentivano i rumori della strada, un cane che uggiolava. A un certo punto ho avuto un’illuminazione. Il tutto è durato non più di un paio di secondi. Due secondi di comprensione della conoscenza e della realtà, un momento di consapevolezza estrema e totalizzante. Quando l’ho detto a Arturo, che nel frattempo stava addentando un panino farcito con acciughe e melanzane, lui ha sollevato il sopracciglio sinistro e ha iniziato a masticare molto lentamente. Proprio così: un’illuminazione, gli ho detto. E devo averglielo detto con un’espressione quasi sognante perché Arturo si è subito avvicinato, mi ha dato una pacca sulla spalla e, dopo aver deglutito, mi ha ruttato in faccia.







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