Il suo primo pensiero.

“L’ho visto, è un tonno! Guardate! Un tonno, un tonno!”, urlava l’uomo disteso sul pagliericcio. La donna che lo aveva accompagnato al dormitorio barcollava e dietro di lei un bambino nudo cercava di strapparle di mano la bottiglia. “Un tonno! Guardate! Un tonno!”, continuava quello. Il musicista, le spalle ricurve sullo strumento, suonava e danzava. Le grida al di là del muro morivano nel silenzio e qualcuno puntava il dito verso il cielo per illuminare la luna. Le facce dei mendicanti erano come poltiglia di neve. “Un tonno! Un tonno”. C’era odore di fegato fritto, si diffondeva negli anditi. Poi è successo qualcosa. E mentre tutti volgevano lo sguardo verso la strada, la figura fluttuante di un uomo nel vento, con la lobbia e l’ombrello, si è stagliata davanti al campanile.
“Bene, eccomi qui”, è stato il suo primo pensiero.








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