La palude del tempo

La palude del tempo.

Esattamente 50 anni fa, il 19 ottobre del 1970, la Columbia Records pubblicava “New Morning”, undicesimo album di Bob Dylan.
Lo sguardo sornione di Dylan, che appena quattro mesi prima era stato insignito della Laurea Honoris Causa in Musica dall’Università di Princeton, nel New Jersey, campeggia sulla copertina del disco.
All’interno, dodici brani prodotti da Bob Johnston. Alcuni di questi brani nel corso degli anni sono diventati celebri.

Il più noto, probabilmente, è “The Man In Me”, che accompagna i titoli di apertura del film “The Big Lebowski”, dei fratelli Cohen, uscito nel 1998.

La prima traccia, “If Not For You”, ha avuto un discreto successo commerciale nelle interpretazioni di George Harrison e Olivia Newton-John.

Went To See The Gipsy”, secondo alcuni dylanologi, sarebbe dedicata a Elvis Presley.

Winterlude”, invece, avrebbe ispirato De Gregori a comporre “Buonanotte Fiorellino”.

Time Passes Slowly”, citata anche in un romanzo di Andrea De Carlo, inizialmente era stata composta per un dramma teatrale del poeta Archibald MacLeish, ma la collaborazione tra il poeta e Dylan alla fine non si è mai concretizzata.

I brani migliori? “New Morning” e “One More Weekend”.
Semplici gusti personali.

“If dogs run free, why not me
Across the swamp of time?”
(da “If Dogs Run Free”, Bob Dylan, 1970)










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