Sgabbianare.

Nel cielo azzurro, molto azzurro, ho visto volare un gabbiano. Uno solo, volteggiava nella vastità di un azzurro che sembrava sconfinato. Era un gabbiano solitario e volava sgabbianando come fanno i gabbiani. E strillava versi striduli, proprio come fanno i gabbiani. Ma il suo garrito era diverso. Sembrava un lamento ragionato, sintonizzato su una tonalità bassa. Più che altro assomigliava a un borbottio. Il gabbiano ha continuato a sgabbianare, allontanandosi dalla mia visuale. E ha continuato a produrre questo verso indistinto. Che secondo me, ne sono quasi certo, voleva dire Ma fate un po’ come cazzo vi pare, mi avete rotto i coglioni, mi avete proprio rotto i coglioni.










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