Una bella differenza

Una bella differenza.

Conoscevo un tale che sistemava gli scaffali della sua libreria in base al colore del dorso della copertina. Iniziava col nero, poi il marrone, il blu e via via gli altri colori. Il bianco era l’ultimo. Una volta gli ho detto che secondo me poteva anche essere una malattia, organizzare gli scaffali in quel modo lì. Lui ci ha pensato un po’ e mi ha detto che forse avevo ragione, che un giorno o l’altro li avrebbe sistemati in base alla grossezza dei volumi. Gli ho chiesto se intendesse in base al numero delle pagine. Al che lui ha scosso la testa e mi ha guardato con uno sguardo inorridito. Mi ha detto che c’era una bella differenza. Non ho ben capito che cosa volesse dire con “una bella differenza”. E comunque mi sono ben guardato dal chiederglielo.
 
 
 
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