Ventimila lire

Ventimila lire.

Ci sono molte persone che mi dicono Ma come fai a fidarti ancora della politica, eh, come fai.
E io non so rispondere. Non lo so. Io mi fido di poche cose. Non mi fido nemmeno di me stesso, a volte.
Quindi non so nulla della fiducia nei politici e nella politica, proprio nulla.
Però penso che poi siamo noi, ogni giorno, a compiere atti politici, a fare politica. Dal momento in cui ci svegliamo al momento in cui andiamo a dormire. Facciamo politica in ogni istante. Quando parliamo, quando ascoltiamo, quando facciamo la spesa, quando siamo in automobile, quando facciamo benzina, quando saliamo su un autobus, quando non saliamo su un autobus, quando accendiamo la tv, quando spegniamo la tv, quando non abbiamo la tv, quando ridiamo, quando non ridiamo, quando piangiamo, quando non piangiamo, quando non sappiamo se ridere o piangere, quando leggiamo un libro, quando scegliamo quali libri lèggere, quando scegliamo quali libri non lèggere, quando scegliamo quale musica ascoltare e quale musica non ascoltare, quando ci sciacquiamo il viso, quando sbadigliamo, quando arricciamo le labbra, quando facciamo così con la testa come per dire Mah, quando facciamo così con la testa come per dire Beh, quando facciamo quella faccia, quando non sappiamo che faccia fare, quando mangiamo, quando facciamo l’amore, persino quando russiamo, anche se qualche dubbio ce l’avrei, sul fatto che sia compiere un atto politico, che sia proprio fare politica, russare.
Ecco. Una cosa del genere l’ho sentita dire da Paolo Nori, anche se lui l’ha detta molto meglio.
Poi, non so com’è, ma a parlare della fiducia nella politica e del fare politica e del compiere atti politici, a me viene sempre in mente un episodio di molto tempo fa, una cosa successa alla fine degli anni settanta, quando io e il mio amico Andrea non eravamo neanche maggiorenni.
Mi viene in mente quella volta che il mio amico Andrea trascorse una serata insieme a Marco Pannella, proprio a parlare e a discutere con lui, a ragionare con lui.
Adesso, com’è che il mio amico Andrea si fosse ritrovato a trascorrere una serata intera insieme a Marco Pannella, è storia troppo lunga da spiegare. Fatto sta che quella sera, così mi disse Andrea il giorno dopo, Pannella gli aveva fatto una testa tanto con un mucchio di discorsi sulla politica, sui diritti, sulla giustizia, sulla libertà, sull’opportunità e sulla necessità che i giovani fossero coinvolti e si impegnassero nelle battaglie dei Radicali.
Insomma, erano temi interessanti, ci mancherebbe. Ma noi li conoscevamo già, quegli argomenti. Spesso ci affascinavano, molto più spesso ci annoiavano. Mai che ci facessero divertire, purtroppo. Il calcio, le ragazze e la musica avevano su di noi una presa maggiore, diciamo così.
Comunque sia, alla fine di quella lunga chiacchierata, andò che Marco Pannella decise di regalare al mio amico ventimila lire, suggerendogli di utilizzare quei soldi per iscriversi al partito.

– E tu cosa hai fatto? Ti sei iscritto? – gli chiesi quando mi raccontò questa storia.
– No – mi rispose Andrea.
– E le ventimila lire?
– Con quelle ho comprato il fumo.

Ecco.
Io non so com’è, ma quando qualcuno mi parla di fiducia nella politica, di compiere atti politici o di fare politica, a me viene sempre in mente quella storia, e quel giorno che io e Andrea ci fumammo le ventimila lire di Marco Pannella.

 

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