Meno ci penso, meglio è.

Qui davanti, non lontano da dove abito, c’è una palma alta una dozzina di metri e fino a qualche giorno fa sulla cima, dove il fogliame è più fitto, ci scorrazzavano due topi, di quelli abbastanza grossi, immagino si fossero stabiliti lassù col resto della famiglia. Li vedevo andare su e giù, le code penzolanti e l’andatura veloce. Fino a qualche giorno fa. La sera, poi, nel palazzo di fronte, in genere dopo cena, mi capitava di vedere un tizio sulla settantina affacciato al balcone, se ne stava lì a fumare e a prendere il fresco, di tanto in tanto si sedeva su uno sgabello. Fino a qualche giorno fa. Adesso, però, è un paio di giorni che non vedo più né i topi scorrazzare tra le foglie né il tizio affacciato al balcone. Mi è venuto da pensare che le due cose potrebbero essere collegate tra loro, il fatto che siano come scomparsi. Quale collegamento ci possa essere, non lo so. Nemmeno mi va di fare congetture. Anzi, meno ci penso, meglio è. Ché magari sono affari che non mi riguardano.

 

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